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Concorso e riforma scuola. La lettera di un docente al ministro

Pubblichiamo  la lettera a caldo di un docente  in merito al concorso e alla riforma scuola

Qiesta la dichiarazione del ministro: “Dal Cspi, il Consiglio superiore della pubblica istruzione, sono arrivate alcune osservazioni microgranulari che possono essere utili e altre osservazioni macro, come, ad esempio, quelle sulla lingua straniera, ma il parere del Cspi è obbligatorio, non vincolante. Noi andiamo dritti con la nostra linea”.

La lettera

Cara Ministro Stefania Giannini lei va avanti con la sua linea.

Lei ride, ride sempre, e va avanti con la sua linea.

Ma di quale linea parla?

Quella per cui io dovrei rispondere a due quesiti in lingua straniera livello B2 sui contenuti e i fondamenti epistemologici della mia disciplina?

Di che linea parla?

Nei corsi universitari di laurea non sono previsti corsi in lingua straniera, né tanto meno esami. Nei corsi abilitanti, con i quali siamo stati ripetutamente selezionati, neppure.

Ora, dovendo lei inventare un modo pratico e veloce per selezionare drasticamente i già selezionati docenti al futuro concorso – che sta assumendo tutti i tratti di un concorso farsa- si inventa dal nulla i due quesiti in lingua straniera? E rivendica, pure, con quale faccia, di andare avanti sulla sua linea?

La stessa linea che le ha fatto ideare un organico potenziato dei docenti improvvisato e mal gestito fin dall’inizio. Fiumi di docenti assunti, dei quali la scuola – diciamocelo sinceramente e una volta per tutte – non ne ha bisogno. Fiumi di docenti di musica, arte, educazione fisica assunti nella scuola a fronte di migliaia di cattedre vacanti in matematica, italiano, sostegno e per le quali continua ad attingere supplenze dalle graduatorie di seconda e terza fascia. 

Lei non ha potenziato sulla base di ciò che la scuola ha bisogno, lei ha semplicemente assunto una fascia di docenti abilitati e presenti nelle graduatorie ad esaurimento: quelli che c’erano, non quelli che erano e sono utili alle scuola. 

La sua linea è quella che ha poi imposto un concorso, l’ennesimo, a docenti già selezionati, formati e abilitati di Stato, con gli stessi titoli dei docenti che ha assunto nell’organico potenziato nel ruolo di “bivaccatori” di corridoi. E lo ha imposto sempre secondo la sua linea: prove (le ennesime) sui contenuti, due domande aperte in inglese, tempi di preparazione lampo e programmi di studio abnormi.

E la sua linea l’ha seguita pure nell’istituire un concorso ad hoc sul sostegno, per docenti già abilitati e specializzati, iperselezionati tramite due procedure concorsuali. 45.000 sono i posti assegnati di sostengo per questo anno scolastico, lei ne metterà a bando poco più di 5.000. Un numero ridicolo, a fronte del fabbisogno – questo sì reale e urgente – delle scuole italiane. Poi, sempre con la sua linea, sostiene anche, in coro con il sottosegretario Faraone, che il sostegno non funziona e va riformato completamente. Non sarebbe forse la migliore e più semplice riforma quella di garantire a tutti gli alunni con disabilità docenti specializzati per le attività di sostegno? Perché oggi, la maggior parte delle cattedre, come ben saprà, viene assegnata a docenti non specializzati e non preparati nel fare attività di sostegno e di integrazione nelle classi. Eppure va avanti.

Va avanti con la sua linea anche quando dice che il bando del concorso sarebbe uscito entro dicembre 2015, poi entro massimo le prime settimane di gennaio, poi entro gennaio, i primi di febbraio o, meglio, entro la fine di febbraio. La sua linea.

Vede, la sua linea, in realtà, la dovrebbe quanto meno rivedere caro Ministro. E rivederla sarebbe autentico segno di ascolto e intelligenza.

Perché le sue linee sono incomprensibili, come spesso la linea del suo sorriso.

Francesco Pettinari, docente di sostegno, Roma

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