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In questi giorni stiamo seguendo il botta e risposta tra il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e Roberta D’Alessandro, ricercatrice vincitrice di un bando ERC

ROMA – La questione è iniziata con il Ministro che si è complimentato su Facebook con i vincitori del banco ERC Consolidator, vantandosi del terzo posto italiano a pari merito con la Francia nella classifica del numero di borse ottenute. Roberta D’Alessandro le ha risposto dal proprio profilo Facebook, chiedendole di non vantarsi dei suoi risultati, criticando la propria esclusione dai concorsi italiani e sottolineando il fatto che i fondi vinti dovrà utilizzarli in Olanda (e altri 16 ricercatori italiani sfrutteranno quei finanziamenti all’estero, mentre in Italia non arriverà alcun ricercatore da altri Paesi), dove invece ora si trova per svolgere il proprio lavoro. Il Ministro ha risposto a Roberta D’Alessandro dicendo che la sua era in realtà soddisfazione e senso di responsabilità, visto che il Governo si è impegnato a rifinanziare e semplificare la Ricerca già dalla legge di stabilità. 

Dichiara Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’UdU: “Sinceramente non capiamo come il MIUR possa parlare di senso di responsabilità, quando, nei fatti, sugli investimenti in Università e Ricerca conia solamente slogan: nonostante le richieste di varie componenti delle comunità accademiche ormai da anni siano quelle di investimenti sensibili e strutturali, nella legge di stabilità sono stati inseriti investimenti minimi, a fronte di tagli al FFO, al fondo di funzionamento del Ministero e all’edilizia universitaria. Come dimostrato più volte, anche in recenti analisi su Roars, l’Università italiana, pur in un disastroso scenario di sottofinanziamento, riesce a fare didattica e ricerca con buoni risultati in relazione alle scarse risorse. È grazie quindi alla comunità accademica che l’Università pubblica statale non è ancora collassata completamente dopo i tagli e il relativo consolidamento degli ultimi anni”.

Prosegue Jacopo Dionisio: “Questa situazione non è più accettabile, come dimostrano le proteste dei docenti con la mobilitazione #stopVQR e lo sciopero alla rovescia lanciato dal Coordinamento Ricercatori non strutturati che abbiamo sostenuto. Ieri anche Rete29Aprile ha avanzato le proprie richieste al Ministero, chiedendo investimenti per ripianare le perdite degli Atenei dovute alla valutazione della scorsa VQR e all’introduzione del costo standard per studente, investimenti per il reclutamento stabile di RTD-B, il riallineamento in 6 anni dei mancati scatti stipendiali e un investimento consistente sul diritto allo studio.

L’astensione dalla compilazione della VQR da parte di docenti e ricercatori, nonostante le intimazioni dei Rettori a completare la procedura, sembra avere un impatto consistente in tutta Italia. Tutta la comunità accademica sta chiedendo risposte: il Ministero deve investire subito in modo consistente e stabilizzare i finanziamenti per rendere l’Università statale di qualità, accessibile a tutti e permettere a ricercatori e docenti di svolgere i propri compiti con finanziamenti adeguati”.

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