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Sciopero Eni contro la svendita della chimica

Davide Zoggia: “ La chimica a Porto Marghera va riconvertita ma non svenduta”

ROMA – ”Tutti gli impianti sono fermi, lo sciopero è riuscito pienamente, è riuscito al 95%”. E’ quanto annunciato dal segretario della Uiltec-Uil, Paolo Pirani, intervenendo alla manifestazione organizzata dai lavoratori del gruppo Eni per dire no alla svendita della chimica.”Abbiamo mandato una lettera a Mattarella affinché intervenga con Renzi e i ministri competenti. Da due settimane – ha aggiunto – abbiamo chiesto un incontro e non c’è arrivata nessuna risposta. La lettera a Mattarella è un appello firmato da 500 rappresentanti sindacali”.

La giornata di mobilitazione, infatti, indetta da  Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil ha avuto un’adesione altissima.

Alla manifestazione di piazza SS. Apostoli a Roma hanno partecipato anche i  segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo. “L’obiettivo della mobilitazione è  contrastare la prospettiva del ridimensionamento del cane a sei zampe in Italia” ricorda la Cgil nel suo ‘Mattinale”.

I sindacati bocciano il piano dell’Eni che prevede la dismissione della chimica e del sito di Gela, una riduzione della capacità di raffinazione e la cessione sia di Saipem che di Gas & Power. I sindacati, sottolinea ancora la Cgil, “hanno spiegato in tutte le salse la loro posizione, illustrata anche direttamente o per lettera al ministro Guidi, al presidente del Consiglio Renzi e al presidente  della Repubblica, Sergio Mattarella”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare Davide Zoggia, ex presidente della Provincia di Venezia: “Esprimo piena solidarietà a tutti i lavoratori che stanno scioperando oggi, venerdì 19 febbraio 2016, contro la svendita della chimica. La situazione é ormai intollerabile su tutto il suolo nazionale. In particolare riferimento al Veneto, vorrei ribadire ancora una volta che Porto Marghera va riconvertita ma non svenduta. E soprattutto la chimica non può sparire dall’area veneziana. Il Veneto e l’Italia non possono rinunciare assolutamente a questa industria strategica per la  nostra economia. Il governo deve dire senza indugi se valuta questo settore ancora cruciale e quindi chiedere a Versalis quali siano le sue reali intenzioni. Il tempo delle grandi indecisioni é ormai scaduto. Smantellare un comparto le cui produzioni sono ancora richieste in tutto il mondo vuol dire pregiudicare il futuro occupazionale del nostro sistema Paese, perché’ non si danneggia un solo settore ma l’intera filiera delle produzioni. La ripresa passa dalla continua ricerca di nuovi prodotti e dal potenziamento della ricerca per nuove soluzioni. Il governo esca da questa impasse e rilanci finalmente la sua politica industriale. Porto Marghera ha già pagato in un recente passato un pesante tributo in termini ambientali ed occupazionali. E’ anche arrivato il momento che la Regione faccia la sua parte non diffondendo messaggi rassicuranti ma intervenendo concretamente”.

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