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Il Consiglio Nazionale Studenti Universitari sarà audito dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati sulla tematica del nuovo Isee

 

ROMA – “Ormai tutti i dati confermano l’emergenza causata dall’introduzione del nuovo indicatore – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK – Coordinamento Universitario le certificazioni presentate sono state il 7 % in meno di quelle del 2014 sul totale della popolazione studentesca, ma sappiamo che tra i beneficiari di borsa di studio il calo delle domande è stato molto più drammatico, con punte del 30 % in regioni come la Puglia e la Toscana. I dati del Ministero del Lavoro dicono che la media degli Isee è aumentata del 10% passando da 19200 euro a 21000, valore che supera la soglia posta a livello Ministeriale per l’accesso ai benefici del diritto allo studio.”

“Secondo i dati del Ministero del Lavoro – continua Campailla – la popolazione sotto le soglie ISEE e ISPE nel 2014 era il 56% di tutti coloro che avevano presentato l’ISEE per finalità legate al diritto allo studio universitario, mentre nel 2015 con le nuove regole si tratta del 49, una differenza cioè del 7%, dato molto rilevante anche se si considera che deriva sia dall’emersione che dal passaggio alle nuove regole. Ma, come abbiamo denunciato, l’effetto dominante è quello dell’ISPE: per circa il 3% degli universitari in più – al netto dell’emersione – è l’unica causa di superamento delle soglie e ciò spiega oltre il 40% della differenza tra le platee 2014 e 2015”

“A questi dati si affiancano le posizioni delle Regioni – aggiunge Campailla – che sono state audite dalla Commissione Cultura della Camera il giorno 17 febbraio tramite la prof.ssa Monica Barni, della Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome con delega all’università. Le regioni sono favorevoli alla revisione delle soglie Isee e Ispe a partire dal decreto di aggiornamento delle stesse, e si sono espresse positivamente, in alcuni casi, anche sulla possibilità di eliminare, o rendere inifluente il parametro Ispe che di fatto costituisce un ulteriore elemento di selezione già ricompreso nel calcolo dell’Isee.

Metà delle regioni hanno già fatto la loro parte, il Piemonte ha innalzato le soglie ISEE la scorsa primavera, la Toscana ha ampliato la fascia della borsa servizi, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Sardegna hanno emanato nuovi bandi negli ultimi mesi alzando l’ISEE in alcuni casi fino a 24.000 e nel caso della Sardegna eliminando l’ISPE. Valle d’Aosta e Umbria  hanno dichiarato il 17 febbraio in audizione alla Camera che faranno a breve nuovi bandi. Chiediamo quindi che le rimanenti regioni facciano la propria parte ed emanino nuovi bandi per gli esclusi.”

Come LINK – Coordinamento Universitario continuiamo a chiedere che anche il MIUR faccia la propria parte: la soglia minima dell’Isee deve essere portata a 23000 e l’Ispe deve essere reso inifluenteconclude Campailla. Il Ministero è già in ritardo con l’emanazione del decreto di aggiornamento delle soglie che deve per legge essere emanato entro il 28 febbraio. Per questo abbiamo lanciato l’iniziativa #iltuoturno rivolta alla Ministra Giannini e faremo parte della delegazione del Cnsu che porterà all’attenzione della Commissione Cultura il documento che il Cnsu ha approvato unitariamente per la soluzione dell’emergenza Isee

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