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Trivelle. Imbarazzante Pd “invito all’astensione”

ROMA – Le ferite finora inferte al pianeta dovrebbero far riflettere la politica. Il cambiamento climatico,  i rischi per la salute pubblica dovrebbero accrescere la consapevolezza sul comportamento da intraprendere in futuro in tema di ambiente.

Invece, il Partito Democratico non solo è sordo a queste tematiche, come quelle che riguardano le pericolose trivellazioni in mare e che dovrebbero essere al primo posto nelle agende di tutti i governi, ma addirittura il gruppo dirigente invita gli elettori a non votare al referendum del prossimo 17 aprile.

Insomma, come ha detto  il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto “occorre ribellarsi all’arroganza e alla prepotenza di un gruppo dirigente del Pd che guarda con fastidio alla democrazia e che ormai è sempre più distante dalla realtà”.

“Un atto gravissimo”, come lo definisce la deputata di Sinistra Italiana del Friuli Venezia Giulia Serena Pellegrino, vicepresidente della commissione Ambiente di Montecitorio, riferendosi inparticolare a Debora Serracchiani, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha invitato i cittadini ad astenersi al referendum contro le trivelle. Invito che usa il solito argomento dei posti di lavoro per non entrare mai nel merito dei temi posti dai requisiti referendari. Sembra quasi di sentire la Confindustria”.  

“Ognuno è libero di esprimere la sua personale posizione – ha precisato la Pellegrino – , ma nel caso della Presidente Serracchiani l’invito a non utilizzare uno strumento di democrazia come il referendum è allarmante. Chi rappresenta gli elettori dovrebbe preoccuparsi di informare e far partecipare e non invitarli a stare a casa. L’unica nota positiva, se così si può dire, conclude l’esponente di Sinistra Italiana, è che anche lei, seppur involontariamente, ha contribuito a pubblicizzare i referendum del 17 aprile e di questo la ringraziamo”.

Indubbio che il governo, come ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, avrebbe preferito il silemnzio tombale su questo referendum. 

“Chiedo agli italiani – incalza Emiliano – di andare a votare il 17 aprile per il Referendum. È la prima volta nella storia della Repubblica Italiana che nove Regioni chiedono un Referendum”. “Innanzitutto – scrive Emiliano – andate a votare. Poi, se possibile, votate SI per l’abrogazione della norma dello Sblocca Italia che consente ai petrolieri di sfruttare i giacimenti senza limite e senza controlli. Noi invece vorremmo che la fase finale dello sfruttamento dei pozzi petroliferi sia controllata, come previsto dalla legge precedentemente in vigore, la n. 9/91”. “Una legge – rileva il governatore – che non aveva mai fatto licenziare nessuno, non aveva mai creato nessun problema, e peraltro consentiva alle Regioni di poter

dire almeno una parola al Governo sulle modalità attraverso le quali si deve decidere se un pozzo deve proseguire la sua vita o deve essere chiuso”. “Niente di drammatico, nessuna bugia, nessun licenziamento – conclude Emiliano – solo la richiesta di tornare alla precedente legge”.

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