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Attentati a Bruxelles, basta ipocrita contrizione

No a politiche guerrafondaie in nome di presunta sicurezza interna

ROMA – Non se ne può più di vedere chi determina disastri politici e/o sociali versare lacrime pubbliche quando questi disastri diventano carne e nervi della gente comune. Ieri la Fornero scoppia a piangere mentre annuncia tagli enormi al sistema previdenziale pubblico, oggi la Mogherini, alta responsabile delle politiche estere europee, piange alla notizia degli attentati a Bruxelles in cui grande responsabilità spetta proprio alle politiche estere guerrafondaie europee.

La rabbia per i morti innocenti degli attentati di Bruxelles, e prima per quelli di Parigi, di Beirut, del Mali, della Costa d’Avorio e di tanti altri, è pari solo a quella per l’ipocrisia dilagante della politica che, nascondendosi dietro lacrime e dichiarazioni insulse, quando non decisamente imbarazzanti, finge di non sapere che siamo di fronte alla risultante speculare delle guerre di rapina che stanno dilagando, attuate e condotte in prima persona dall’Unione Europea.  

Bruxelles è solo l’ultima tappa di una nuova ‘guerra dei trent’anni’ che sta producendo flussi migratori come non se ne sono mai visti, chiusura delle frontiere, muri invalicabili, condizioni disumane che a volte, anch’esse, strappano qualche lacrimuccia a chi le ha scientificamente prodotte. 

Basta pianti e contrizione oggi ci hanno portato in guerra, nella guerra voluta da una NATO che sembrava non avesse più ragione di esistere con la fine del campo socialista e che invece si riorganizza per garantire il dominio imperialista sulle risorse e sulle autonome scelte delle popolazioni coinvolte, dalla Siria alla Libia. 

Oggi bisogna uscire dalla NATO, come abbiamo gridato in tante piazze il 12 marzo, rompere l’Unione Europea, impedire che si continuino a produrre guerre e distruzioni, in nome di una presunta sicurezza interna. Sono le condizioni per evitare non solo di essere anche noi nel mirino dei terroristi, ma anche di impedire l’ulteriore dilagare della guerra interna fatta di repressione, riduzione dei diritti e condizioni sociali sempre peggiori.

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