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Guidi si dimette, governo nel caos

ROMA – Federica Guidi si è diemssa da ministro dello Sviluppo economico, scaricata dal Governo, dopo la pubblicazione di una conversazione con il suo compagno, Gianluca Gemelli, intercettata nell’ambito di un’inchiesta della procura di Potenza sullo smaltimento dei rifiuti legati alle estrazioni petrolifere. 

L’inchiesta ha portato ieri a sei arresti e al blocco della produzione dell’Eni in Val D’Agro, come conseguenza di due sequestri nel centro oli di Viggiano. Guidi non è iscritta agli atti, Gemelli risulta indagato. Ma una telefonata tra i due, in cui il ministro si impegna a far approvare un emendamento per sbloccare un impianto in località Tempa Rossa, nel potentino, porta in poche ore alle dimissioni. Non solo infatti l’opposizione accusa il ministro di “conflitto d’interessi” e annuncia mozioni di sfiducia, ma la maggioranza fa calare sulla vicenda un silenzio assordante.

Sono le otto di sera, quando Guidi scrive al premier Matteo Renzi, che si trova negli Stati Uniti in visita istituzionale: “Caro Matteo sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese”, scrive l’ex presidente dei Giovani di Confindustria, portata da Renzi due anni fa alla guida del dicastero dello Sviluppo.     

Inutile aggiungere che l’inchiesta denominata “Tempa rossa” abbia provocato un vero e proprio terremoto nel governo, anche perchè sullo sfondo di questa vicenda c’è in ballo, guarda caso, il referendum del 17 aprile che lo stesso governo ha tentato in tutti i modi di boicottare. Ieri le opposizioni avevano chiesto anche la poltrona della ministra Boschi, ma per ora il governo preferisce tacere. Resta il fatto che la credibilità del governo Renzi dopo questo ennesimo caso spiacevole, perde ulteriormente la sua credibilità.

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