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Clima: 175 firme all’Onu, ora la ratifica su accordo Parigi

NEW YORK – Si e’ aperto, dopo la storica giornata di venerdi’ all’Onu, il processo di ratifica dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, che fissa nuovi impegni globali per preservare il pianeta.

Un numero record di Paesi si e’ dato appuntamento venerdi’ alle Nazioni Unite per firmare l’intesa e sottolineare l’urgenza di agire contro il surriscaldamento globale: almeno 175 Paesi -tra cui l’Italia, rappresentata al Palazzo di Vetro dal premier Matteo Renzi, presente insieme a decine di altri capi di Stato e di governo a New York- hanno firmato l’accordo: mai prima cosi’ tanti Paesi avevano firmato una convenzione internazionale di questo tipo, nel primo giorni in cui il testo e’ stato messo a disposizione. Perche’ l’accordo entri in vigore c’e’ bisogno ora che almeno 55 Paesi, che sommino in totale il 55% delle emissioni globali, completino il processo di ratifica. Quindici, in maggioranza piccoli Stati insulari, lo hanno gia’ fatto venerdi’ e si spera che prima della fine dell’anno seguano il loro esempio il maggior numero di nazioni. Nella maggioranza dei casi, i Paesi devono far approvare il testo dal Parlamento. I due Paesi piu’ inquinanti, Usa e Cina, si sono impegnati a completare il processo quest’anno e, nel caso di Pechino, prima del vertice del G20 previsto per settembre. Tra l’altro molti di coloro che sono intervenuti venerdi’ hanno sottolineato la necessita’ di andare ancora oltre quello che prevede l’accordo, ovvero l’impegno del mondo a mantenere l’aumento della temperatura media mondiale sotto i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi.

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