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La cultura, il TTIP e un sabato in piazza

ROMA – Una Roma che alterna sole e pioggia è stata sabato la cornice di due manifestazioni in difesa di alcuni dei princìpi costituzionali più importanti: il diritto alla cultura, la libertà d’espressione, la tutela del patrimonio artistico, la garanzia di un lavoro di qualità e il rispetto della dignità persone.

Questo è stato il senso di Emergenza cultura: un piccolo ma significativo corteo svoltosi in mattinata fra piazza della Repubblica e piazza Barberini e che ha visto la presenza, tra gli altri, di CGIL, CISL e UIL, di “Pancho” Pardi, del professor Tommaso Montanari, del giudice Paolo Maddalena, della senatrice Michela Montevecchi del M5S, di Vincenzo Vita e Paola Scarnati in rappresentanza dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, del professor Paul Ginsborg, di Andrea Ranieri e Stefano Fassina, entrambi di Sinistra Italiana, del senatore Walter Tocci, da tempo in rotta con il PD, e di numerose associazioni della cultura e della conoscenza, riunitesi per protestare contro le politiche portate avanti dal governo Renzi e, nello specifico, dal ministro Franceschini. 

Critiche forti sono giunte in merito alla gestione dei dipendenti del ministero, allo stato di abbandono in cui denunciano di essere stati lasciati gli archivi, ai provvedimenti assunti negli ultimi mesi, ad esempio nei confronti delle guide turistiche del Colosseo, e a quella che i manifestanti non hanno esitato a definire una “politica spettacolo” non in grado di valorizzare adeguatamente un patrimonio artistico senza eguali nel mondo né, tanto meno, chi è chiamato ad occuparsene.
Non a caso, Montanari, nel suo intervento, ha citato una riflessione di Giuseppe Dossetti, il quale avrebbe voluto che venisse inserito in Costituzione il seguente articolo: “La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione è diritto e dovere di ogni cittadino”.
La cultura come fonte di conoscenza e di arricchimento della collettività, dunque, come base di crescita comune, come punto di partenza per una riscossa civica e morale e, si parva licet, come argomento principe per ricostruire un’identità di sinistra della quale si avverte più che mai il bisogno.
Il pomeriggio, invece, sempre da piazza della Repubblica, destinazione piazza San Giovanni, è partito un nutrito corteo che ha visto la partecipazione della CGIL, di tutta la sinistra (da Rifondazione Comunista a Sinistra Italiana a Possibile), del M5S e di alcune decine di migliaia di persone che si sono ritrovate a Roma per dire convintamente no ad un trattato, il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership: accordo di partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti), che oltre ad essere discusso all’oscuro dei cittadini e dello stesso Parlamento europeo e ad essere fortemente condizionato dagli interessi di potentissime lobby e multinazionali, è anche fortemente lesivo dei diritti dei cittadini per quanto concerne la salute, il cibo e il rispetto dell’ambiente; in poche parole, la vita stessa.
Un sabato costituzionale, pertanto, preludio dei mesi che verranno, in cui bisognerà difendere la Carta del ’48 dagli assalti che sta subendo da più parti, in quanto marcatamente anti-fascista e schierata dalla parte delle persone, della loro dignità e dei loro diritti.
E in quelle due piazze, complementari, belle e gremite, si comprendeva bene il valore di una sfida che riguarda la nostra democrazia, il nostro domani, il senso e la ragione stessa del nostro stare insieme, difendendo le basi di una convivenza civile che è messa, più che mai, in pericolo.

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