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CANNES (nostro inviato) – Nuvole minacciose cariche di pioggia e un forte maestrale incombono da tre giorni sul cielo di Cannes, in occasione della 69a edizione del Festival del Cinema, e sembrano accompagnare l’aria di tensione a poche ore dall’apertura della più grande kermesse cinematografica del mondo, quest’anno, più che mai, ricca di presenze dello star system americano e quindi possibile bersaglio del terrorismo.

Nei giorni scorsi infatti sono stati simulati gli attacchi e si sono svolte le esercitazioni di difesa, fuori e dentro il Palazzo del Cinema.

Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha raggiunto Cannes per ribadire la massima allerta, ma anche per assicurare la messa in atto di misure di sicurezza eccezionali: 500 telecamere di sorveglianza, polizia di Stato, esercito, polizia locale guardia costiera, agenti in borghese. Migliaia di persone coordinate per quella che è stata chiamata “operazione sentinella”, tutte pronte ad intervenire per qualsiasi tipo di attacco via mare, terra, cielo e autobomba. Anche i cittadini di Cannes sono stati esortati a segnalare qualsiasi sospetto o anomalia.  Nel tardo pomeriggio di ieri si sono vissuti attimi di tensione per l’improvvisa richiesta di evacuazione del Palazzo del Cinema dove già migliaia di giornalisti erano al lavoro. Si è scoperto poi essere un’altra esercitazione. Insomma un’atmosfera che contrasta con l’entusiasmo festivaliero.

Anche il poster ufficiale del Festival che troneggia sul Palazzo e sul red carpet, quest’anno,  non è certo dei più belli sinora visti: ritrae un seducente fotogramma tratto dal film di Godard “Il disprezzo”, nel quale Michel Piccoli sale la lunga gradinata (richiamo evidente alla passerella cannense) di un edificio che fu nella realtà la villa di Curzio Malaparte a Capri. Splendida idea se l’autore dell’affiche non avesse pensato di tingere il tutto di un triste giallo che non aiuta il colpo d’occhio e purtroppo non trasmette alcuna emozione.

Nonostante ciò,  lo spettacolo continua, e ieri mattina, a scopo promozionale, la spiaggia è stata rallegrata da telecamere e fotografi per la presenza dei pupazzi di “Angry Birds”, la pellicola di animazione della Warner Bros. Picture ispirata al celebre videogame scaricato da miliardi di persone in tutto il mondo: uccellini arrabbiati che non sanno volare e che combattono con le fionde i maialini verdi che hanno rubato le loro uova. Il più infuriato dei volatili si chiama Red ed ha la voce italiana di Maccio Capatonda. Il film uscirà nelle nostre sale il 15 giugno.

Intanto Woody Allen, Kristen Stewart e Jesse  Eisemberg sono già a Cannes da ieri. Il regista aprirà il festival con il suo ultimo film “Café Society” che partecipa fuori concorso. Valeria Golino, unica giurata italiana per la selezione dei film in concorso, l’abbiamo incontrata nel pomeriggio, in un elegante abito nero, mentre stava per raggiungere i suoi colleghi giurati George Miller, Vanessa Paradis, Donald Sutherland e Kirsten Dunst ad un cocktail di benvenuto. L’attrice italiana ha fatto sapere che sarà una giurata severa, pronta a difendere strenuamente i film che le piaceranno.

Tra poche ore i potenti riflettori del festival si accenderanno sul tappeto rosso della “montée des marches” ( la salita dei gradini), unica passerella al mondo in cui, divi e dive, dopo essere passati fra due ali di telecamere e fotografi e aver posato sorridenti e disinvolti, salgono una ripida scalinata per raggiungere l’ingresso del Palazzo del Cinema e dopo aver ripreso fiato… si voltano per prestarsi all’ultimo scatto. Per questa sera ci aspettiamo, più che uno sfoggio di abiti da grand soirée, uno sfilare di “parapluies”.

Il Festival di Cannes è senz’altro una manifestazione ricca di glamour, ma è soprattutto il più grande evento culturale-cinematografico internazionale. Le personalità del mondo del cinema: attori, produttori, distributori e cinefili, in tutto 40.000 accreditati, si incontrano qui a Cannes per parlare di cinema e per far nascere nuove idee, nuove produzioni, nuove alleanze. Inoltre questo festival vanta l’esistenza di un “mercato del Cinema”, il più importante in assoluto; qui ogni nazione, attraverso i buyers, compra ciò che il pubblico vedrà nelle sale del proprio Paese, e ciò che non si compra, e che quindi non verrà distribuito, non lo si vedrà mai. Peccato!  Mi è capitato spesso di vedere, alle proiezioni per la stampa, ottimi film che non hanno mai raggiunto le sale italiane. Il Cinema pur essendo un’arte è anche un’industria e questa segue sempre le regole di mercato.

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