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Droni. E tu? Prima di volare segui la check list?

ROMA – Un titolo che dovrebbe incuriosire molti, almeno i meno esperti del settore, ma forse anche i colleghi professionisti che vogliono controllare che non dica delle fesserie. Sappiamo tutti che per far volare un drone sono necessari alcuni piccoli accorgimenti, indispensabili per la sicurezza del volo, di noi stessi e di chi ci sta a fianco.

In questo caso parlerò della check list che occorre fare con mezzi “Ready to Fly” sotto i 2Kg, quindi pronti al volo appena usciti dalla scatola.  Iniziamo innanzi tutto montando le eliche se non sono già fissate. Il primo controllo è proprio qui. Le eliche non devono assolutamente essere rovinate, i profili devono essere perfetti e non ci dev’essere segno di usura.

Assicuriamoci che (a seconda del mezzo che abbiamo) le eliche siano ben fissate, e nella corretta posizione di rotazione (oraria e antioraria). Questa sembra una stupidaggine, ma mi è capitato più volte durante i corsi di volo che tengo qui a Zocca, di vedere persone che non sanno in che verso gira un’elica neanche quando è già montata sul drone.

Passiamo ora al controllo della scocca del mezzo. Solitamente i mezzi Ready To Fly sono costituiti da una scocca che racchiude al suo interno tutta l’elettronica, quindi non andremo a controllare i cablaggi, ma dobbiamo sempre dare un’occhiata alle viti che potrebbero allentarsi volo dopo volo.

Oltre alle viti più evidenti, è altrettanto importante controllare che il gimbal e la telecamera non abbiano impedimenti nei movimenti, che siano ben saldi e che i gommini del gimbal siano tutti fissati correttamente.

Una volta controllato anche il carrello di atterraggio (fisso o retrattile), possiamo finalmente passare al radiocomando.

Il radiocomando deve avere le levette nelle posizioni corrette per evitare di decollare con modalità non previste dal pilota ed ovviamente deve avere la batteria carica.

Controlliamo ora la batteria del drone, la sua carica e la sua vitalità (ad esempio sul Phantom è possibile controllarla tenendo premuto per qualche secondo il pulsante di accensione). Le classiche LiPo invece potete testarle con un LiPo Checker.

Cerchiamo ora un posto sicuro e lontano da centri abitati, aeroporti, autostrade e persone per decollare.

 Una volta inserita o fissata la batteria nel mezzo possiamo posizionarlo nella sua direzione naturale (con il “muso” rivolto verso avanti). Controlliamo che le eliche non abbianoimpedimenti di rotazione (fili d’erba, cavi a terra, ecc) e passiamo al prossimo step.

Accendiamo il radiocomando.

Accendiamo o colleghiamo la batteria del mezzo.

Accendiamo l’eventuale terminatore di volo.

In caso di spostamenti oltre i 200km è vivamente consigliato calibrare il compass del mezzo e accertarsi che non ci siano tempeste geomagnetiche.

Non è ancora arrivato il momento di armare i motori perché dobbiamo aspettare che il mezzo trovi il suo punto Home e fissi il minimo dei satelliti per poter avere un volo stabile e sicuro (se ha un GPS). A seconda del drone avremo differenti avvisi per la ricezione dei satelliti.

Finalmente siamo arrivati al momento fatidico. Possiamo armare i motori con la combinazione predefinita a seconda del mezzo che stiamo utilizzando.

Ed ecco che possiamo effettuare il nostro decollo e goderci la LiPo per tutta la sua durata.

Non scendete mai sotto i 3.7v per cella! Questo ve lo consiglio per evitare di stressare eccessivamente le batterie e per ottenere la massima resa (solitamente il minimo voltaggio delle celle è impostabile dall’app del drone). Magari in un altro articolo parleremo di batterie 😉

Spero di non avervi annoiato con questo articolo, ma ritengo veramente indispensabile unacheck list PRE-decollo, e anche ENAC la pensa alla stessa maniera. Per non dimenticarvi i passaggi vi consiglio di scrivervela suddivisa in punti, in modo da non far confusione e non dimenticarvi nessun passaggio.

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