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I farmaci salva vita non sono per tutti. Una missiva a Matteo Renzi

“Come è possibile che 100mila persone non abbiano accesso ai nuovi farmaci salva vita? Il Governo garantisca nuovi fondi alle regioni e assicuri un futuro a tutti!”

ROMA – La Federazione delle Associazioni Emofilici sottoscrive un documento indirizzato al Premier, Matteo Renzi, unitamente a numerose altre Associazioni in rappresentanza di oltre 100mila persone affette da Epatite C che ad oggi in Italia non hanno accesso ai nuovi farmaci salva vita. “Nonostante la scienza sia in continua evoluzione, – dichiara in una nota l’avvocato Cristina Cassone, Presidente FedEmo –  dobbiamo purtroppo rilevare come una larga fetta di popolazione rimanga di fatto esclusa dalle terapie”. 2Il nostro augurio è che il Premier si attivi quanto prima per garantire nuovi fondi alle Regioni e per assicurare così un futuro più sereno a tutti i pazienti”.

La lettera indirizzata al Premier Matteo Renzi è stata sottoscritta da AITF, ANED, ARRAN, EPAC, LILA, NADIR, PLUS, e dalle Federazioni FEDEMO, LIVER POOL, THALASSEMIA e forum TRAPIANTATI.

LA LETTERA

Alla C.A. del Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Oggetto:

interventi urgenti per garantire cure salva vita per epatite C a oltre 100.000 pazienti 

Gentile Presidente del Consiglio

In nome e per conto di migliaia di pazienti affetti da Epatite C, con La presente vogliamo esprimere profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versano almeno 100.000 pazienti che tuttora non posso accedere ai nuovi e potenti farmaci salva vita che curano l’epatite C nel 95-100% dei casi.

Il primo dei farmaci innovativi in oggetto è stato autorizzato nel Dicembre 2014, ma reso rimborsabile solo ed esclusivamente per i pazienti con malattia grave o gravissima, attraverso limitazioni di accesso decise dall’Agenzia del Farmaco.

Tali limitazioni furono elaborate sulla scorta di un presunto impatto economico “devastante”, calcolato sul costo medio per terapia, ma soprattutto su un numero di pazienti da curare ancora indefinito.

Il solo fatto che nessuna Istituzione pubblica abbia provveduto a stimare con precisione il numero di pazienti con epatite C da curare rappresenta un primo fatto sorprendentemente negativo e che impedisce la elaborazione di qualunque stima di investimento necessario nel breve e medio periodo per garantire la cura per tutti i pazienti.

A una tale mancanza, ha cercato di provvedere l’associazione EpaC onlus, che attraverso la raccolta delle esenzioni per patologia di tutte le regioni Italiane, ha tentato di stimare il numero totale di pazienti diagnosticati ed eleggibili a un trattamento antivirale, in circa 160/180.000.

Se le nostre stime sono veritiere, e in virtù di imminenti rinegoziazioni dei prezzi dei farmaci con le aziende farmaceutiche, è assolutamente fattibile un piano di intervento pluriennale sostenibile per garantire la cura a tutti, da subito.

Vogliamo sottolineare che altri Paesi al mondo hanno già deciso di non porre alcun limite di accesso alle cure per l’epatite C, come l’Australia, il Portogallo, Olanda, Croazia ed altri Paesi.

Le limitazioni di accesso stanno generando una serie di storture e anomalie incredibili a cui stiamo assistendo da diversi mesi.

Parliamo del fenomeno del turismo farmaceutico, ovvero cittadini italiani che si recano nelle farmacie di Paesi come India, Marocco, Egitto per acquistare di tasca propria la formula generica di tali farmaci, disponibili per qualche migliaio di euro e altrettanto efficaci.

Nei fatti, per quello che ci riguarda siamo in presenza della fine dell’universalismo sanitario, da più parti sbandierato, poichè lo Stato non è più in grado di garantire l’assistenza farmaceutica necessaria a un esercito di pazienti.

Eppure, Signor Primo Ministro,

Ci viene detto che per curarci dobbiamo attendere che la malattia si aggravi, nonostante la letteratura scientifica e ogni elementare assunto sulla prevenzione, affermi chiaramente che le malattie infettive trasmissibili e cronico degenerative debbano essere bloccate e curate il prima possibile;  ma, soprattutto, ci viene detto che non ci sono le risorse per curare tuttiTuttavia nessuno sa quanti sono questi “tutti”.

Vogliamo e pretendiamo che questa follia cessi.

Noi, in rappresentanza di migliaia di pazienti affetti da epatite C, le chiediamo un intervento immediato per garantire la cura a tutti i pazienti attraverso uno stanziamento pluriennale ragionevole e che consenta all’Agenzia del Farmaco di eliminare immediatamente le restrizioni di accesso tuttora vigenti.

Cordiali saluti

Ivan Gardini                                                                                                           Filippo Schlosser

Presidente Associazione EpaC onlus                                                             Presidente Nadir Onlus

Giuseppe Vanacore                                                                                                  Sandro Mattioli

Presidente ANED onlus                                                                                    Presidente Plus Onlus

Salvatore Ricca Rosellini                                                                                     Cristina Cassone

Federazione Nazionale Liver-Pool Onlus                                                             Presidente FedEmo

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