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Bullismo. Il fenomeno cresce, ora intervenga il governo

ROMA – La Camera ha approvato oggi le mozioni, presentate da diverse forze politiche, contro il bullismo.

Partendo dal dato di fatto che si tratta di un fenomeno che negli ultimi tempi si “e’ intensificato”, e che gli “strumenti attuali” per contrastarlo risultano “inadeguati”, le mozioni approvate da Montecitorio impegnano il governo “ad intraprendere ogni possibile iniziativa finalizzata a prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, con particolare riferimento alla tutela dei minori, anche mediante campagne di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica” e a “prevedere specifici percorsi di formazione e aggiornamento per la conoscenza del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo rivolti agli insegnanti, nonche’ agli operatori socio-educativi dei centri di aggregazione giovanile”.

Con il via libera alle mozioni, inoltre, si chiede al governo di “promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado progetti e attivita’ didattiche finalizzate al contrasto del bullismo e del cyberbullismo, nonche’ all’acquisizione di competenze digitali e di una maggiore consapevolezza nell’utilizzo della rete internet e dei social network”. Ancora, l’impegno del governo deve essere anche indirizzato ad “assumere iniziative per favorire la relazione fra scuola e famiglie al fine di informare e sensibilizzare i genitori sui rischi connessi al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, nonche’ sulla necessita’ di educare i minori ad un uso responsabile della rete internet” e di “assumere iniziative volte a predisporre misure di sostegno e di assistenza alle vittime, nonche’ percorsi rieducativi per gli autori di atti di bullismo o cyberbullismo, anche mediante il coinvolgimento dei servizi socio-educati territoriali, delle associazioni e degli altri enti che si occupano di tale fenomeno”. Infine, le mozioni impegnano l’esecutivo “a realizzare un monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, anche mediante un sistema di raccolta dati, avvalendosi in particolare della polizia postale e delle comunicazioni”, e a coinvolgere i “gestori di siti internet, social network e altre piattaforme telematiche” nella battaglia contro il cyberbullismo. Anche il fronte giudiziario deve essere adeguato all’espandersi del fenomeno: le mozioni chiedono che il governo assuma “iniziative per porre in essere adeguati strumenti giuridici per favorire l’azione degli inquirenti e della polizia postale nell’ambito di indagini volte alla prevenzione e repressione”.  

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