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Il nuovo libro di Eugenio Murrali “Lontananze perdute. La Sicilia di Dacia Maraini”, Perrone editore, presentato insieme all’autore a Roma da Aldo Cazzullo, Giuseppe Tornatore, Piera degli Esposti, moderatrice Maria Concetta Mattei, ha attirato una folla che per il tipo di evento può essere definita “da stadio”

ROMA – Il salone della società Dante Alighieri a Roma, dove si presenta il nuovo libro di Eugenio Murrali “Lontananze perdute. La Sicilia di Dacia Maraini” è stracolmo, tanti sono in piedi, altri ascoltano gli interventi all’esterno attraverso l’altoparlante. Dato il tema di spessore, raramente si raggruppa una folla così: una labirintite non ha permesso di esserci a Dacia Maraini, se fosse presente, ne sarebbe lusingata.

Aldo Cazzullo, sorridendo nota come l’età media del pubblico non sia cent’anni.  Molti, infatti, sono ragazzi, come Eugenio Murrali, che si è laureato in Filologia Classica e in antropologia dell’Antichità ed è recentemente diventato giornalista professionista. Prima di “Lontananze perdute” Murrali ha pubblicato con Rizzoli “IL SOGNO DEL TEATRO Cronaca di una passione”. L’amore per il teatro è stato il trait d’union con l’autrice de “La lunga vita di Marianna Ucria”. Scrive Murrali nel suo libro: “A volte la sera Dacia ed io andiamo a teatro. E’ un rito della nostra amicizia. I riti e gli amici danno sicurezza”.  Una sicurezza che per i giovani, anche per uno bravo come Eugenio, oggi è un lusso. Aldo Cazzullo pronostica a Murrali un indubbio avvenire, ma aggiunge come in Italia i ragazzi di talento spesso non trovino condizioni culturali adatte e rileva anche che, sinora, Eugenio Murrali scrive per dei giornali … francesi. 

Gli attori Rino Bernardini e Margherita Piatti leggono le pagine più toccanti di “Lontanze perdute”, sullo schermo passa lo smalto poetico della Sicilia di Tornatore che, anche in uno spot, riesce a trasmettere emozione. Piera Degli Esposti, che ha lavorato col regista ne “La sconosciuta”, racconta aneddoti del suo rapporto con Tornatore e con l’isola. Maria Concetta Mattei, nota giornalista del TG2 dove Murrali è stato stagista, modera con voce argentina il dibattito seguito da spettatori attenti.

Giuseppe Tornatore parla di Bagheria, la cittadina nella quale è nato ed è vissuto sino a ventisette anni, quella che Eugenio Murrali ha visitato sulle tracce della Maraini. Il premio Oscar spiega come per lui sia difficile parlare del libro di Murrali, perché lo riporta a una realtà la cui sofferenza lenisce solo il ricordo; definisce Dacia Maraini “simbolicamente nata a Bagheria” e confessa di aver avuto un senso d’invidia per le immagini meravigliose delle quali si è nutrito Murrali, scaturite dalla passione della scrittrice per questa terra. “Immagini che hanno germinato” – aggiunge – “Lontananze perdute”. Testo che Tornatore definisce: “Una lettura felice, che consiglio a tutti”.

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