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Premio Strega. Albinati, primo di un’era nuova

ROMA – Con “La scuola cattolica” (Rizzoli) Edoardo Albinati è il settantesimo vincitore del Premio Strega che inizia quest’anno una nuova era, o almeno così si suppone, giacché le contestazioni non sono mancate.  Francesco Piccolo (sul palco con Elena Stancanelli, autrice de “La femmina nuda, quinta con un argomento che incuriosisce, le ossessioni amorose nell’era di facebook, tanto che la Taodue film ne ha comprato i diritti) ha affermato di rimpiangere il Ninfeo e di tifare per un ritorno al passato.  

Più esclusivo, il Ninfeo con la sua storia legata al premio, trasmette un calore aristocraticamente familiare che, l’auditorium, aperto a un vasto pubblico, non può riprodurre, ma è anche vero che se gli scrittori vogliono farsi leggere, in un paese che non compra libri, devono accettare un’arena meno di nicchia. Tanto più che l’evento è stato trasmesso in diretta su RAI 3 con la conduzione efficace di Pino Strabioli, filmati che hanno raccontato la storia del premio, facendo entrare protagonisti presenti e passati nelle case degli italiani. La premiazione di un libro, veicolo di apertura mentale, è bene si faccia in grande, avvenimento fisso sul piccolo schermo, come accade per il cinema. A onor di cronaca va aggiunto che Strega, il mecenate, non ha lesinato i piaceri dell’ospitalità ai tanti invitati nel foyer della Sala Sinopoli, dove tra l’altro si poteva ammirare, a firma Musacchio e Iannello, una galleria di ritratti degli “stregati”, mi si passi il gioco di parole, siglati da un loro personale pensiero. Dacia Maraini, stregata nel 1999, presente all’evento di ieri sera, ha sottoscritto di non sapere chi fosse. Intelligenza e modestia rimandano l’ardua sentenza nonostante il più alto riconoscimento?

E’ stata, quella di Albinati, una vittoria annunciata: 143 voti contro i 92 del secondo Eraldo Affinati con ‘L’uomo del futuro’. Albinati ha ricevuto da Giuseppe D’Avino, amministratore delegato di Strega Alberti Benevento, il premio di 5.000 euro e la classica bottiglia formato magnum di Liquore Strega. Una vittoria, a detta dell’autore, che “per un libro di 1.300 pagine è una grandissima sorpresa”. Lo scrittore ha voluto dedicarla al poeta Valentino Zeichen, morto qualche giorno fa, “persona cara e nobile, un’aquila libera che ha protetto e consigliato i miei figli, gli amici e tutti noi”. La scuola cattolica” diventerà un film: a rivelarlo è stato lo stesso Edoardo Albinati ai giornalisti assembrati nella Sala Sinopoli, precisando come non fosse un dato ufficiale, ma certamente in essere. 

Gli altri tre membri della cinquina finalista hanno ricevuto: 89 voti Vittorio Sermonti con ‘Se avessero’ (Garzanti), 46 voti Giordano Meacci con ‘Il cinghiale che uccise Liberty Valance’ (minimum fax), 25 voti Elena Stancanelli con ‘La femmina nuda’ (La nave di Teseo).

Folla delle grandi occasioni nella bella Sinopoli, che può ospitare 1200 persone.  In giacca e pantaloni neri, sopra una camicetta bianca, c’era anche la neo-sindaca Virginia Raggi che ha affermato “ è un momento importante e lo si vede dalla partecipazione dei cittadini”. C’era il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli con la moglie, Gianni Letta, i coniugi Mastella, Carla Fracci con il marito Beppe Menegatti, Franca Valeri. E c’erano, fra gli addetti ai lavori, molti della nuova era a cui lo Strega ha aperto.

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