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Teatro Quirino. “Mi chiamo Lina Sastri”. Recensione

ROMA – Lina Sastri veste con eleganza di rosso ed è bella con i capelli scuri a cornice di un volto intenso, canta con personalità propria anche i motivi classici del repertorio napoletano, il titolo del suo concerto è perfetto perché esprime la sua identità.

Lei definisce così questa rappresentazione:  “Il seme, gettato in questo spettacolo, è nuovo, e mescola la musica di tradizione a quella del presente, ma senza fratture, in continuità musicale, armonica ed emotiva. Le parole sono mie, quasi sempre in versi, ma necessaria arriva la citazione del teatro di tradizione che ho avuto la fortuna e il privilegio di vivere e conoscere. Ecco, questa sono io, ora… e mi chiamo Lina Sastri”.

Con i bravi Filippo D’Allio, chitarra / Gennaro Desiderio, violino / Salvatore Minale, percussioni /Gianni Minale, fiati / Pino Tafuto, piano / Antonello Buonocore, contrabbasso/, Lina Sastri è riuscita a creare uno spettacolo “esotico”  in casa:  la musica è certamente quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, tuttavia – cantata alla sua maniera, accompagnata a volte con un solo strumento e a volte con suoni caleidoscopici – ha il fascino di ciò che è inedito e lontano. Lei canta stralci teatrali , racconti della sua vita artistica, Le poesie che ama e le parole – non sempre comprensibili per chi non è napoletano – non importa conoscerle, perché attraverso la mimica e la musica, arriva il loro messaggio, che è ora di dolore, ora di gioia: l’essenza poetica è intatta, lo spettatore vede ciò che la Sastri dice con le movenze sapienti del corpo.  

La stessa Lina Sastri afferma di pensare e di scrivere “per immagini, e, in questo spettacolo, ulteriore tappa del mio percorso di teatro musica, il racconto è come sempre onirico, poetico, istintivo: dalla strada alla memoria e all’amore, dal mare, al cielo e a chi lo abita, alla terra nostra e a chi viene e a chi va, dalle ferite alla consolazione, fino alla rinascita e alla speranza”.  Un tributo all’anima femminile, un concerto evocativo che parla di delusioni e rinascite, dove Napoli è Napoli ma insieme è il mondo e dove le lacrime, sensuale testimonianza,  sono la prova del nostro essere vivi.

Teatro Quirino di Roma

Fino al 9 ottobre

LINA SASTRI
spettacolo in musica e parole in sette quadri

scritto e diretto da Lina Sastri
idea scenica e disegno luci Alessandro Kokocinski
direzione musicale e arrangiamenti Maurizio Pica
con Filippo D’Allio, chitarra / Gennaro Desiderio, violino / Salvatore Minale, percussioni
Gianni Minale, fiati / Pino Tafuto, piano / Antonello Buonocore, contrabbasso
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

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