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Tre capolavori distrutti dai fondamentalisti tornano in vita per farci riflettere sulla necessità etica della ricostruzione delle opere d’arte

ROMA – Da oggi si potranno riammirare nello scrigno del Colosseo i tesori che la furia dell’ISIS avrebbe voluto cancellare, in una mostra-evento unica, originale, messaggio profondo di pace, nuova tappa nel dibattito sulla conservazione e ricostruzione delle opere d’arte intitolata “Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira”. Come sintetizza il titolo, l’esposizione, patrocinata dall’Unesco, ci restituisce elementi storico-artistici cuori delle Civiltà del Mediterraneo e del Medio Oriente, simbolo di un valore che non può essere oscurato. “Rinascere dalle distruzioni” esiste grazie all’impegno dell’associazione “Incontro di Civiltà” guidata da Francesco Rutelli e dal Comitato Scientifico presieduto dall’archeologo Paolo Matthiae, al sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, presieduta da Emmanuele F. M. Emanuele; grazie alla Soprintendenza Speciale per Il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma e grazie a Electa. 

Questo insieme di competenze e un lungo e accurato lavoro, con l’ausilio di risorse tecnico-scientifiche all’avanguardia, hanno riportato in vita alcune delle bellezze patrimonio dell’umanità: il Toro alato di Nimrud, in Iraq, raso al suolo a marzo 2015 dal fondamentalismo islamico; il Tempio di Bel a Palmira, in Siria, gravemente danneggiato nell’agosto 2015; la sala dell’archivio di Stato del Palazzo di Ebla, in Siria, custode di 17.000 tavolette cuneiformi, in stato di abbandono. Ora dal 7 ottobre all’11 dicembre il visitatore potrà vedere da vicino – nella suggestione di una video installazione di Studio Azzurro che riproduce le atmosfere assolate dei paesi arabi il Toro con la sua testa d’uomo, il soffitto del Tempio di Bel, la Sala dell’Archivio, ricostruiti in Italia in scala 1:1. L’esposizione è arricchita dadue altorilievi provenienti da Palmira, ritratti danneggiati di un uomo e una donna scolpiti nella pietra, che in seguito il Ministero dei Beni Culturali farà restaurare e riconsegnare al Museo Nazionale di Damasco. Il Toro di Nimrud e il soffitto del Tempio di Bel sono stati realizzati grazie alla tecnica della stampa in 3D. La Sala dell’ Archivio di Ebla riprodotta in vetroresina, materiale che restituisce l’aspetto originale.

Immersa nell’atmosfera millenaria del Colosseo, Rinascere dalle distruzioni – Ebla, Nimrud, Palmira” è un’occasione unica, non solo per assistere a uno spettacolo raro e bello, anche per riflettere sulla necessità etica di ricostruire il frutto della nostra creatività artistica, quale antidoto a ciò che la vorrebbe distruggere.

INFORMAZIONI
“Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira”
Colosseo, Roma
Dal 7 ottobre all’11 dicembre 2016
Orari: gli stessi del Colosseo (fino al 29 ottobre: 8.30-18.30; dal 30 ottobre: 8.30-16.30)
Biglietti: gli stessi del Colosseo 

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