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Aleppo, parte la tregua, ma l’Isis spara sui civili in fuga

DAMASCO – Nonostante la “tregua umanitaria” unilaterale decretata da Mosca e Damasco ad Aleppo si continua a morire. 

Da due giorni infatti i caccia russi e siriani hanno interrotto i bombardamenti sui quartieri della zona Est della seconda citta’ siriana, quelli controllati dai ribelli e per questo assediati da Damasco. Le bombe dei giorni scorsi non avevano risparmiato ospedali, forni e stazioni di pompaggio, provocando la morte di centinaia di civili. Ora con la tregua umanitaria ai ribelli che aderiscono viene garantita “una fuga sicura” e l’opportunita’ “di salvare le vostre famiglie”, usando dei corridoi di uscita in due zone del quartiere Bustan al Qasr e vicino alla Castello road, nella parte nord di Aleppo. Un invito rispedito almeno in parte al mittente dalle forze ribelli che avrebbero, secondo l’esercito regolare, lanciato tiri di artiglieria in direzione dei corridoi umanitari. Per l’ex Fronte Al-Nusra, l’organizzazione jihadista ritenuta filiale siriana di Al-Qaeda, oggi denominata Jabhat Fateh Al-Sham, l’obiettivo di Mosca e del presidente Bashar al-Assad e’ quello di svuotare dai civili le zone da loro controllate, in modo da conquistare l’intera citta’.

Da qui la decisione di proseguire nei combattimenti da parte dei jihadisti che – secondo  l’agenzia russa filo-Cremlino ‘Ria Novosti’ che cita abitanti locali – minacciano di sparare ai civili che vogliono lasciare Aleppo. Il Ministero della Difesa russo, intanto, ha cominciato a diffondere via web le immagini in diretta dei corridoi abilitati per l’evacuazione delle persone dal settore orientale di Aleppo. Poco dopo l’apertura dei corridoi si vedevano solo lunghe file di bus verdi presumibilmente in attesa di portare via la gente in uscita dai quartieri ribelli, ma nessun movimento di persone. “La tregua e’ in atto ma si registrano lanci di razzi dalla zona Est della citta’- racconta da Aleppo l’arcivescovo greco-cattolico monsignor Jean-Cle’ment Jeanbart- probabilmente alcune fazioni dei ribelli non hanno interesse a fare uscire sia i civili che uomini armati, quelli che vogliono approfittare di questa specie di amnistia offerta dal regime di Assad che prevede, a quanto si sa, anche il reinserimento nella societa’, i pieni diritti e la possibilita’ di tornare dai loro familiari. Cosa non gradita ai ribelli, moltissimi dei quali non siriani, che rischiano di vedere defezioni tra le loro fila. Ci sono in Aleppo Est molti ribelli siriani che hanno familiari nei quartieri controllati dal regime. Legittimo il desiderio di rivedere i loro cari e ricominciare a vivere. Se non li faranno uscire da Aleppo Est diventeranno dei veri e propri scudi umani. Cosi’ come gli oltre 100mila abitanti che attualmente vivono nei quartieri della zona Est. Spero che l’ex Fronte Al-Nusra li faccia uscire. Diversamente sarebbero ostaggi”. 

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