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Le tasse universitarie, le più alte d’ Europa

La Commissione Europea ha appena diffuso il nuovo rapporto “Eurydice”. L’analisi verte, come sempre, su tasse studentesche e borse di studio

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Confrontando i dati 2016 con quelli dell’anno scorso si vede come l’Italia peggiori la propria situazione mentre negli altri Paesi rimane sostanzialmente invariata: la tassa media aumenta del 3,4% (da 1220 a 1262 euro), mentre la media dell’importo massimo aumenta dell’1% (da 2065 a 2086 euro). L’unico elemento apparentemente positivo è l’aumento dei borsisti sul totale degli iscritti dall’8% al 9,3%: questo dato va però letto in combinato con il calo degli iscritti”.

Continua la coordinatrice dell’UDU: “Se si allarga lo sguardo ai due dati con i sistemi più simili al nostro, il confronto è sempre più impietoso: in Germania gli studenti pagano solo tasse amministrative in media di 50€ e solo in alcuni Länder, il 25% degli studenti prende una borsa di studio che oscilla dai 120 agli 8820 euro, con una media di 5376 euro (invariata rispetto allo scorso anno); in Francia il 36% degli studenti (+1% rispetto al 2015) prende una borsa di studio che si aggira attorno ai 5551 euro, solo il 64% (-1% rispetto all’anno precedente) paga tasse studentesche di 184€ per le lauree triennali e di 256€ per le magistrali. 

In Italia il 9,3% percepisce una borsa di studio che oscilla dai 1925 ai 5108 euro, con una media di 3447 euro, mentre solo il 12% è esonerato dal pagamento delle tasse. Il rapporto stesso evidenzia lo scostamento tra le percentuali di esonerati e di borsisti, mettendo in luce la presenza, unica nel panorama europeo, di idonei non beneficiari che Stato e Regioni devono subito impegnarsi ad eliminare.”

Prosegue Marchetti : “Questo quadro dovrebbe spingere il Governo e il Parlamento a concentrare gli sforzi dello Student Act sull’allargamento della platea dei beneficiari di borsa di studio e della fascia di studenti compresi nella no tax area. In una situazione come quella descritta non c’è spazio per misure spot dedicate solo ad alcuni sulla base di meccanismi premiali: i fondi delle super borse devono essere reindirizzati sugli strumenti universali di diritto allo studio.

Chiediamo che l’Italia vada verso un sistema di diritto allo studio comparabile con i principali Paesi europei, aprendo l’Università a chi oggi non se la può permettere.”

Conclude l’UDU: “Per questo nei giorni scorsi abbiamo lanciato assieme all’ESU – European Students’ Union la campagna globale #FundOurFuture (www.globalstudentvoice.org) che sta già coinvolgendo decine di organizzazioni studentesche in tutto il mondo nelle mobilitazioni contro i tagli ai finanziamenti pubblici ai sistemi universitari e contro le tasse universitarie, il cui momento centrale sarà il 17 novembre, la Giornata Internazionale degli Studenti.”

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