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Governo. Mattarella conferisce l’incarico a Gentiloni

ROMA – Un colloquio molto cordiale, lungo e di grande intesa quello che si e’ svolto stamane al Quirinale tra Sergio Mattarella e Paolo Gentiloni. Il Capo dello Stato ha convocato il ministro degli Esteri per conferirgli l’incarico di presidente del Consiglio dopo che nella tarda serata di ieri Matteo Renzi aveva ribadito il suo no a una riconferma a palazzo Chigi. 

Dalle tre ipotesi che erano sul tavolo dunque, Gentiloni Padoan e Renzi bis, nella notte si e’ giunti a due sole e una considerazione della situazione del Paese ha fatto propendere per la prima. Gli appuntamenti internazionali che attendono il Paese hanno fatto pendere il piatto della bilancia per la scelta di Paolo Gentiloni, che in questi anni ha maturato una esperienza sui tavoli internazionali. Una volta approvata la legge di bilancio, tra l’altro, ha perso forza la necessita’ di avere come premier l’attuale ministro dell’Economia e si e’ fatta piu’ concreta la necessita’ di avere a palazzo Chigi l’attuale ministro degli Esteri. 

Una personalita’ di cui tra l’altro al Colle viene apprezzata la capacita’ di dialogo politico, il curriculum di lungo corso nelle istituzioni e la conoscenza dei meccanismi dello Stato. Una volta compiuta la scelta, condivisa ovviamente con i partiti di maggioranza, nel colloquio di stamane si e’ valutata la caratura del governo che dovra’ nascere nei prossimi giorni. Non si e’ parlato assolutamente di ministri, garantiscono al Quirinale. 

Ma del profilo dell’esecutivo si’. Innanzitutto sono balzate agli occhi di tutti le parole del premier incaricato sulle riforme: tra i compiti del governo c’e’ anche la volonta’ di “accompagnare, e se possibile facilitare, il lavoro delle forze parlamentari per definire con la necessaria sollecitudine le nuove regole elettorali”. Ci si attende dunque che l’esecutivo si disponga a passare la palla delle riforme al Parlamento, e si ipotizza un modus operandi diverso dal governo precedente che e’ giunto a mettere la fiducia sull’Italicum. Ci sara’ una sorta di neutralita’ di merito, ma con una volonta’ di aiutare nel metodo, favorendo il dialogo e svelenendo il clima. Oltre alla riforme Gentiloni ha indicato tra gli impegni del suo esecutivo “le priorita’ internazionali, economiche, sociali, a iniziare dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto”. Sulla falsariga delle priorita’ indicate ieri da Mattarella. L’intesa tra Colle e palazzo Chigi dunque parte sotto i migliori auspici. Ma sarebbe prematuro leggere in questo una preconfigurazione di tempi lunghi per la durata del governo. 

Molto dipendera’ dalle urgenze del Paese, ma e’ anche certo che il Capo dello Stato, una volta approvata la legge elettorale, non potrebbe porre ostacoli istituzionali a una nuova eventuale richiesta dei principali partiti di votare in anticipo rispetto alla scadenza naturale. Se M5s e Pd (che e’ partito di maggioranza) insistessero a chiedere il voto anticipato e se il Parlamento avesse approvato una riforma elettorale, insomma, difficilmente si potrebbe negare lo scioglimento delle Camere. Ma ora l’importante, ragionano al Quirinale, e’ far partire questo governo, nel pieno delle sue funzioni, e con quei “pieni poteri” di cui ha parlato ieri Mattarella, mettendo cosi’ un freno a ipotesi di ‘governi di scopo’ o ‘ponte’ o ‘festivi’: finche’ dura questo governo deve essere un governo a tutti gli effetti. Sui tempi dunque si procede di fretta, senza inciampi ma con celerita’. Molto probabilmente domani Gentiloni sciogliera’ la riserva, poi martedi’ potrebbe giurare al Quirinale e mercoledi’ avviare l’iter della fiducia, in modo da arrivare al vertice Ue a Bruxelles con pieni poteri. Tempi quasi record, dunque, da parte del presidente Mattarella per la soluzione della crisi: in meno di una settimana si e’ passati dalle annunciate dimissioni di Matteo Renzi e dalla richiesta del Pd di avere elezioni anticipate subito a una assunzione di responsabilita’ dei dem con la formazione del nuovo governo. Disponibilita’ e responsabilita’ di cui il Capo dello Stato si e’ mostrato molto soddisfatto, anche nel colloquio con il presidente del Consiglio incaricato. Il Pd e il suo segretario, ha sottolineato Mattarella, si e’ fatto carico di trovare una soluzione per il Paese, al di la’ dei desiderata di partito, dimostrandosi una forza responsabile nell’interesse dell’Italia. 

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