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Studenti in piazza contro le mafie

Mancano pochi giorni al prossimo 21 Marzo, il primo giorno di primavera,  giorno in cui celebreremo il ventiduesimo anniversario della “Giornata Nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia”.

La Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari aderiscono a questa importante giornata e saranno in piazza, a Locri e in tutte gli altri luoghi, insieme a Libera e a migliaia di persone e associazioni per chiedere una cultura di legalità per il nostro paese, partendo dalla commemorazione di tutte le vittime di tutte le mafie che abbiamo visto nel nostro paese, e che ancora, purtroppo, continuiamo a vedere.

Quest’anno la data assumerà un valore ancor più rilevante in quanto il 28 febbraio è stata finalmente approvata dalla Camera l’istituzione ufficiale della giornata, dopo più di vent’anni dalle stragi di mafia, dove le mobilitazioni degli studenti, delle associazioni, dei sindacati e dei cittadini hanno dimostrato che una risposta culturale alla violenza e al sistema mafioso è possibile.  
Crediamo sia fondamentale costruire una memoria condivisa e diffondere la cultura della legalità per contrastare le nuove mafie, meno violente ma sempre più collusive e insidiose, per promuovere la giustizia e difendere la democrazia!

Per queste ragioni il 21 marzo saremo a Locri e in tutti i 4000 luoghi d’Italia. Crediamo che la lotta alla mafia passi anche per il coraggio di certe scelte, come quella di portare in un territorio come la Calabria, e in particolare la Locride, un’imponente mobilitazione di associazioni, studenti e singoli che quotidianamente lottano per il cambiamento e per il ricordo delle vittime innocenti delle mafie. 

Allo stesso tempo, questa responsabilità deve impegnarci ogni giorno e ovunque, quindi essere in tutte le piazze di questo Paese serve a ricordare che l’illegalità mafiosa è un fenomeno diffuso, in qualsiasi forma e a qualsiasi livello essa si manifesti, e ha sicuramente inciso nel diffondersi della crisi economica nel nostro Paese: di fronte ad uno Stato sempre più indebolito dalla crisi globale, le organizzazioni mafiose non hanno trovato resistenze nell’infiltrarsi, ancor di più, in amministrazioni pubbliche ed aziende private.

La conseguenza di tale situazione è l’esposizione dei cittadini alla criminalità, alla paura, all’insicurezza e allo sfruttamento nel lavoro, troppo spesso senza che vi si opponga uno Stato forte, capace di contrastare tali fenomeni e assicurare ai cittadini sicurezza nella vita e nel lavoro.

La difficoltà di contrastare le infiltrazioni mafiose e l’illegalità viene, a volte, incentivata da un tessuto sociale assoggettato ad una mentalità mafiosa ed omertosa, che la crisi sociale di questi tempi, e l’individualismo che ne deriva, non ha fatto che accrescere.

Concludono i due coordinatori: “Il movimento civile antimafia ha storicamente visto un’importante partecipazione degli studenti: anche noi, come studenti medi ed universitari, ci siamo sempre spesi attivamente per sensibilizzare i nostri coetanei ad una cultura alla legalità, ma purtroppo ancora oggi non vi sono sufficienti momenti di informazione e formazione nei luoghi dell’apprendimento. Educare alla legalità è una parte fondamentale della crescita di ogni cittadino e deve essere un percorso che lo accompagna dall’infanzia fino all’età adulta.

C’è, quindi, bisogno di un forte investimento politico da parte del MIUR e delle istituzioni tutte, ma anche della cittadinanza, per sconfiggere la cultura dell’illegalità fin dalle scuole, per un futuro migliore per tutti noi. Per questo, oltre ad essere presenti al fianco di Libera e di tante organizzazioni il 21 marzo in tutte le piazze e i luoghi d’Italia, la Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari continueranno a promuovere iniziative sulla legalità e l’antimafia nelle scuole e nelle università, per fare in modo che l’impegno quotidiano raggiunga sempre più studenti e sempre più studenti siano consapevoli di cosa sia oggi la mafia e come si combatte.

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