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Juventus: ha sconfitto la Lazio, ha ritrovato la dignità

La Juve si riscatta all’Olimpico, tre giorni dopo il misfatto di aver fallito un’importante occasione di chiudere il discorso scudetto, vince la sua dodicesima Coppa Italia e sale il primo dei tre gradini che conducono al triplete.

“Triplete”: parola magica e affascinante che indica la conquista, in una sola stagione, di campionato, coppa nazionale e Champions League, ossia l’annata perfetta, riuscita in Spagna al magno Barcellona di Messi e compagni, in Inghilterra al Manchester United di sir Alex Ferguson, in Germania al Bayern Monaco e in Italia all’Inter di Mourinho. 

Può farcela anche la Juve se gioca come ieri sera: pragmatica e concreta ai limiti della brutalità, capace di indirizzare la partita lungo i binari che predilige nel corso della prima mezz’ora e poi di gestire il risultato con rara accortezza tattica e non comune furore agonistico. 

Può farcela se Mandžukić continuerà ad essere l’infaticabile tuttofare che abbiamo ammirato a partire da gennaio, quando Allegri, dopo una dolorosa sconfitta contro la Fiorentina, si inventò il modulo a cinque stelle, trasformando il croato in ciò che Eto’o fu per Mourinho nella gloriosa Inter del 2010 e affidandosi al genio di Dybala, alla visione di gioco di Pjanić, alla messe di reti di Higuaín e alla spinta propulsiva di Cuadrado e Dani Alves, senza dimenticare il magnifico Alex Sandro che funge da pendolino sull’altra fascia. 

Può farcela se non ripeterà mai più l’indegna prova di superbia e superficialità fornita contro la Roma.  Può farcela se saprà essere umile e se terrà ben presente che Crotone e Real Madrid, in questa fase dell’anno, pari sono, benché l’una lotti per la salvezza e l’altra abbia Cristiano Ronaldo al centro dell’attacco. 

Può farcela se crederà fino in fondo in se stessa e nelle proprie possibilità, se eviterà di festeggiare anche solo per un istante fino alla sera del 3 giugno, se la concentrazione dell’intero gruppo sarà al massimo, se l’intensità degli allenamenti sarà totale e se l’idea di scrivere una pagina di storia sarà abbinata alla saggia considerazione di poter davvero aprire un ciclo decennale, diventando una delle tre squadre più forti d’Europa. 

Allegri, nella conferenza stampa che ha preceduto la finale di Coppa Italia contro la Lazio, ha asserito che in questi venti giorni è come se iniziasse una nuova stagione e che non si può commettere alcun errore, pena vanificare il grande lavoro e la marea di sacrifici compiuti nei mesi precedenti. 

Diciamo, dunque, che la presenza del tecnico livornese in panchina, nel solco di Carcano, Trapattoni e Lippi, è la miglior garanzia che questo possa avvenire, in quanto è il primo a sapere che nessuno regalerà nulla ai suoi ragazzi e che l’imperativo di qualunque avversario, quando affronta la Juve, è provare a batterla, valendo per molti quell’eventuale successo un’intera stagione.

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