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Venezia 74: emigrazione, crisi della famiglia e virtual reality.

ROMA – La conferenza di presentazione della 74ma Mostra di Venezia quest’anno non si è svolta nel solito lussuoso albergo romano ma, più sobriamente e comodamente, nella sua sede naturale: una grande sala cinematografica sul cui schermo sono scorsi i titoli dei film in concorso e no, introdotti uno a uno dal direttore Alberto Barbera.

Il presidente della Biennale Paolo Baratta ha avviato il discorso sull’edizione 2017 con una novità di grande fascino, anche per il luogo nel quale si svolgerà: il Lazzaretto Vecchio.  Un edificio storico in disuso che sorge su un’isoletta di fronte alla cittadella del cinema, così chiamato perché nella metà del secolo quindicesimo ospitò gli appestati. Da qualche anno la costruzione, da molto tempo vuota, è stata restaurata e la mostra ha preso la fantastica decisione di creare fra quelle antiche mura una sezione modernissima: Venice Virtual Reality, la prima competizione assoluta di film in realtà virtuale. Per intenderci quei filmati che danno la sensazione di “esserci dentro” e si guardano da seduti con il visore, in piedi in modo interattivo e non, con istallazioni tridimensionali. 

Alberto Barbera ha raccontato: “Quando abbiamo deciso di dedicare un inedito concorso ai prodotti VR, non potevamo immaginare che avremmo ricevuto più di cento proposte di cortometraggi, lungometraggi e istallazioni, tra le quali scegliere i 22 titoli sottoposti al giudizio degli spettatori e della giuria”.   Sarà il futuro del cinema? La sua estensione? Una realtà parallela? Venezia è un esperimento che coglie il nuovo e tenta risposte.  Alberto Barbera ha poi rilevato che, contrariamente a quanto accadeva in passato, i film italiani si sono rivelati di ottimo livello e in concorso ne sono stati inseriti quattro. I temi che emergono nelle opere internazionali sono quelli per cui palpitiamo: il problema dell’emigrazione, la crisi dei rapporti familiari. 

Tra i film del concorso ufficiale da scoprire Ai Weiwei, scultore, pittore, il più famoso artista cinese vivente ora anche regista. Atteso il nuovo Abdellatif Kechiche, Palma d’oro a Cannes per il bellissimo “La vita di Adele”. “Jusqu’à La Garde” di Xavier Legrand è un’opera prima.  Gli autori italiani sono Manetti Bros., Andrea Paloro, Sebastiano Riso e Paolo Virzì. Ma ecco i 21 film in concorso alla 74ma Mostra del Cinema di Venezia:

“Human Flow” di Ai Weiwei.

“Mother!” di Darren Aronofsky con Jennifer Lawrence, Javier Bardem e Michelle Pfeiffer. 

“Suburbicon” di George Clooney con Matt Damon e Julianne Moore.

 “The shape of water”, ultimo film di Guillermo del Toro, con Sally Hawkins e Michael Shannon. 

“L’insulte” di Ziad Doueiri.

 “La Villa” di Robert Guediguian, 

“Lean on Pete” di Andrew Haigh con Steve Buscemi e Charlie Plummer.

“Mektoub, My Love: canto uno” di Abdellatif Kechiche.

“Sandome No Satsujin” di Koreeda Hirokazu.

“Jusqu’à La Garde” di Xavier Legrand.

 “Amore Malavita” di Manetti Bros.

 “Foxtrot” di Samuel Maoz.

“Three Billboarda outside Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh. 

“Anna” di Andrea Paloro.

 “Downsizing” di Alexander Payne con Matt Damon e Christoph Waltz.

 “Jua Nian Hua” di Vivian Qu.

“Una famiglia” di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti. 

“Firt Reformed” di Paul Schrader, con Ethan Hawke.

“Sweet Country” di Warwick Thornton. 

“The Leisure Seeker” di Paolo Virzì, con Helen Mirren e Donald Sutherlan.

“Ex Libris – The New York Public Library” di Frederick Wiseman.

 

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