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Oliver Pötzsch. “La figlia del boia e il re dei mendicanti”. Recensione

 “La figlia del boia e il re dei mendicanti” è il terzo libro della saga di Oliver Pötzsch, che ha per sfondo la Germania del secolo XVII.

Con irresistibile ritmo ne “La figlia del boia e il re dei mendicanti” Pötzsch ricama quasi cinquecento pagine ricche di suspense, avventura e colpi di scena, intessute di dettagli storici che ricreano la vita a Ratisbona nel 1662. Lo stesso scrittore, nella postfazione, dichiara: “Se esiste una città da amare per me è Ratisbona e spero che, finita la lettura, condividiate almeno in parte il mio sentimento”. Inoltre, per chi volesse programmare un week end in quella città, Oliver Pötzsch ricostruisce il percorso attraverso i luoghi che sono stati teatro della sua storia. Rilevo che accenna a un itinerario turistico nella postfazione, finita la lettura; chi la iniziasse non vada a curiosarvi perché, attraverso alcuni dettagli, potrebbe intuirne i colpevoli, perdendo la tensione e il piacere del thriller.

Protagonisti de “La figlia del boia e il re dei mendicanti” sono Jacob Kuisl, boia di Schongau, che è chiamato a Ratisbona al capezzale della sorella gravemente malata. Dopo un viaggio fortunoso, su una zattera attraverso il Danubio, Jakob Kuisl arriva a destinazione ma, a casa della sorella e del cognato, è obbligato a una scoperta agghiacciante: i suoi parenti giacciono in una tinozza immersi nel loro stesso sangue e, riversi, mostrano la testa quasi staccata. Il boia di Shongau non ha neppure il tempo di realizzare, che subito viene circondato dalle guardie e accusato del delitto. Toccherà a sua figlia Magdalena e al suo compagno Simon – un medico che non può sposarla perché alla progenie di un boia non è permesso unirsi a una classe più elevata – tirare fuori dai guai il padre innocente. Jakob Kuisl incarcerato, vittima di un incredibile intrigo di potere, venderà cara la pelle, malgrado le torture. 

A tal proposito scrive Oliver Pötzsch, nella già citata postfazione: “La stanza degli interrogatori di Ratisbona è l’unica sala delle torture di tutta la Germania conservata allo stato originale”.   Oliver Pötzsch è esso stesso discendente dei Kuisl, dinastia del protagonista del romanzo, che è realmente esistita e che per 300 anni ha esercitato il mestiere di boia.

Oliver Pötzsch

La figlia del boia e il re dei mendicanti

Beat edizioni 2017

Pagine 479

Euro 11

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