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Basta un prelievo e un elettroencefalogramma per capire chi si ammalerà di demenza

Sapendo in anticipo grazie al test se la persona si ammalera’ o meno, il paziente puo’ essere inquadrato in un percorso terapeutico con farmaci gia’ disponibili e piu’ efficaci in questa fase pre-malattia, puo’ essere inoltre spronato a modificare i propri stili di vita (dieta, sport, fumo, controllo della pressione, della glicemia, della funzione cardiaca, della funzione tiroidea in modo da ridurre il rischio di demenza e/o di ritardare nel tempo l’esordio dei sintomi e/o rallentare la loro progressione.

Inoltre, “quando arriveranno i farmaci innovativi destinati alle forme ‘prodromiche’ di Alzheimer, dovremo avere lo strumento per intercettare per tempo quali sono i soggetti che certamente si ammaleranno”, considera il professor Rossini. “Il test e’ utilizzabile da subito nella pratica clinica”, conclude il professor Rossini, “ma e’ previsto un suo ‘collaudo’ all’interno di un progetto di ricercacomparativa denominato Interceptor, di recente finanziato da Aifa e ministero della Salute. “Nel trial- aggiunge Rossini- il nostro e altri test saranno messi a confronto per valutare la loro accuratezza, i loro costi e la loro facilita’ di esecuzione all’interno di un modello organizzativo su scala nazionale”. Tale progetto e’ unico sullo scenario internazionale ed e’ gia’ stato citato da ricercatori stranieri in numerosi congressi come un esempio di ricerca sanitaria di eccellenza. “Purtroppo- conclude Rossini- stiamo assistendo a un rallentamento dell’avvio del trial multicentrico (il Bando e’ gia’ scaduto da oltre 2 mesi); l’auspicio di tutti i miei colleghi impegnati nella ricerca contro le demenze e l’Alzheimer e’ che al piu’ presto le nostre Autorita’ regolatorie colgano l’importanza dell’iniziativa scientifica che porra’ il nostro Paese all’avanguardia nel mondo nello studio di questa grave, sempre e’ piu’ diffusa e invalidante patologia neurologica”. 

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