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I premiati del decimo Francofilm festival

ROMA – Si è conclusa la decima edizione del Francofilm Festival.

La giuria, presieduta da Romano Milani, Segretario Generale del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e composta da Maite Bulgari, Consigliere di Amministrazione di Istituto Luce Cinecittà e Antonio Flamini, Direttore artistico del Roma Africa Film Festival ha assegnato il suo Gran Premio al film albanese “The delegation” di Bujar Alimanila con la seguente motivazione: “Partendo da un paradosso – un intellettuale dissidente dovrebbe testimoniare di fronte a una commissione europea sul rispetto dei diritti umani a favore del regime che lo tiene chiuso in carcere da anni -, lo scenario si concentra sul clima ideologico e sociale del momento in cui (è il 1990) il sistema che ha sostituito solo apparentemente la dittatura, vacilla. Il provocatorio pretesto narrativo è sviluppato in crescendo, grazie all’accorta e misurata regia. Inatteso l’esplosivo colpo di scena finale che sovverte la trama mistificatrice lasciando tutti – politicamente parlando – in mezzo alla strada. Esemplari le interpretazioni di protagonisti e comprimari”.

Il Premio del pubblico invece è andato al film rumeno Un pas in Urma – One Step Behind The Seraphim di Daniel Sandu.Tredici Paesi hanno partecipato a questa X edizione del Francofilm che dal 7 al 14 marzo ha portato sugli schermi dell’Institut francais-Centre saint Louis di Roma – organizzatore del Festival in collaborazione con le Ambasciate dei Paesi francofoni – film provenienti da Albania, Armenia, Belgio, Bulgaria, Canada-Québec, Costa d’Avorio, Francia, Lussemburgo, Mali, Marocco, Romania, Svizzera e Tunisia. 

Un successo di oltre 1500 persone ha caratterizzato l’ evento che, per gli spettatori romani, costituisce un’occasione per scoprire alcuni film in Italia inediti, come di incontrare e conversare con registi che altrimenti non si potrebbero conoscere. Quasi sempre affollate le sale del Centre Saint Louis dove sono stati proiettati i tredici film che hanno concorso alla kermesse. Anche le opere che non hanno ricevuto un premio, sono state di alto livello e grande interesse – basti citare “Sofia” di Meriyem Benm’Barak, già vincitrice a Cannes del premio per la migliore sceneggiatura, sulla condizione della donna in Marocco, se madre fuori del matrimonio. E poi ancora Wùlu di Daouda Coulibaly, che ci mostra un Mali inedito, nella spirale del traffico di Cocaina cui partecipa Al Qaida. E ancora Gutland, un noir Lussemburghese simbolico e sui generis.

Associato alle Giornate della Francofonia in Italia di cui sposa la missione condividendone i valori democratici universali, il Franco film festival è organizzato dall’Institut français – Centre Saint-Louis di Roma in collaborazione con le Ambasciate e le Rappresentanze di molti degli 84 Paesi membri dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia è patrocinato dal Festival International du Film Francophone de Namur e dal Comune di Roma e organizzato con il sostegno del Gruppo delle Ambasciate francofone a Roma ed Air France e in collaborazione con IF-Cinémathèque Afrique, Romafrica, Cineclub internazionale, I-Wonder pictures. Media-partners Cinecittànews, Tv5 monde, Libera università del cinema.

Servizio fotografico di Fabio Massimo Tombolini

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