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“Il delitto Mattarella”, una pagina poco conosciuta della nostra storia

Il 6 gennaio 1980 Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana e fratello dell’allora docente universitario Sergio Mattarella, oggi Presidente della Repubblica Italiana, mentre si recava a messa con la famiglia, fu ucciso da un individuo che, attraverso il finestrino dell’auto, gli sparò a sangue freddo.

Per le sue modalità il delitto apparve subito anomalo. Il Sostituto Procuratore quel giorno era Pietro Grasso, futuro Procuratore Antimafia e Presidente del Senato. Le indagini furono proseguite dal Giudice Istruttore Giovanni Falcone, che rinvenne pericolose relazioni tra Mafia, Politica, Nar e neofascisti, banda della Magliana, Gladio e Servizi Segreti. 

“Il delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi vuole ricostruire il clima politico che ha preceduto l’omicidio di Piersanti Mattarella, figlio del potente Bernardo, ministro democristiano per una ventina d’anni in tutti i governi della Repubblica. Sui rapporti mafia-politica Danilo Dolci condusse nel 1966 un’approfondita inchiesta, che portò al processo contro Bernardo Mattarella, allora ministro del commercio con l’estero, indicato, nello studio pubblicato da Einaudi in “Chi gioca solo”, come avente rapporti simbiotici con la mafia. Dopo 7 anni d’iter processuale Danilo Dolci venne condannato per diffamazione. La pena fu condonata. Bernardo Mattarella nel successivo governo Moro non fu più designato ministro.

La storia di Aurelio Grimaldi esula totalmente dal racconto della famiglia di origine di Piersanti Mattarella, non fa cenno alcuno al suo rapporto con il padre. Il film mette in primo piano Piersanti e la sua nuova famiglia. Narra di un uomo protetto a Roma dal Segretario della DC e dal Presidente della Repubblica Pertini, totalmente avversato dai capicorrente siciliani del suo partito perché disturbava gli equilibri della DC entrando negli affari tra politica e mafia. La mafia, per l’omicidio Mattarella, si alleò con l’estrema destra romana neofascista in cambio dell’evasione dal carcere Ucciardone del leader Concutelli. Aurelio Grimaldi fa date, nomi e cognomi, asserendo che tutto si basa su documenti noti. Il film non ha avuto sostegno di Stato e fu accolto dalla commissione preposta – ha detto pubblicamente il regista – come il più brutto dei 36 lavori presentati in quel momento.  Un’opera arricchita da un cast di livello, che tenta di far luce su un periodo dell’Italia sul quale vige tuttora una rimozione collettiva.

  • Regia:  Aurelio Grimaldi
  • Attori:  David Coco – Piersanti Mattarella, 

Donatella Finocchiaro – Irma Mattarella, 

Tuccio Musumeci – Salvo Lima, 

Toni Sperandeo – Vito Ciancimino, 

Ivan Giambirtone – Giovanni Falcone, 

Claudio Castrogiovanni – Pio La Torre, 

Guia Jelo – Moglie Nicoletti, 

Nicasio Catanese – Bernardo Mattarella, 

Leo Gullotta – Rosario Nicoletti, 

Lollo Franco – Michele Sindona, 

Sergio Friscia – Rosario Spatola, 

Sergio Mattarella (Francesco La Mantia)

Antonio Alveario – Segretario generale, 

Andrea Tidona– Ispettore Mignosi, 

Vittorio Magazzù – Aurelio, 

Francesco Di Leva – Massimo M

  • Sceneggiatura: Aurelio Grimaldi
  • Fotografia: Alfio D’Agata
  • Musiche: Marco Werba – (originale), Maria Soldatini – (originale), Louis Siciliano – (originale)
  • Montaggio: Daniele Camaioni
  • Suono: Luca Bertolin
  • Durata: 97′
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 2K – DCP 4K
  • Produzione: CINE 1 ITALIA, ARANCIA CINEMA
  • Distribuzione: CINE 1 ITALIA
  • Data uscita 2 Luglio 2020

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