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Lo schermo dell’arte. “#JR”, l’attivista creativo che crede nell’arte come in una religione

Il documentario di Serge July e Daniel Ablin #JR, in anteprima al festival fiorentino Lo schermo dell’arte, quest’anno accessibile in streaming su Mymovies, racconta l’avventura straordinaria di un attivista creativo, i cui spettacolari interventi sono manifesti pacifisti diventati virali sui social networks.

JR nel film dice di credere nell’arte come forza di collegamento umano, considerandola sua religione. JR, iniziali del suo vero nome Jean René, nato a Parigi nel 1983, usa la fotografia e la cinepresa, ha istallato le sue gigantografie in dozzine di paesi, spesso associando i suoi progetti a luoghi sconosciuti, da New York a Shanghai, dai muri israelo-palestinesi a quelli americano-messicani, con l’intento di abbattere virtualmente le frontiere.  Nella convinzione che l’arte possa cambiare il mondo JR ha coinvolto artisti e abitanti del pianeta trasformando l’aspetto d’interi quartieri. 

Alle periferie JR rivolge uno sguardo attento e umano, punto di forza che mira a mettere in primo piano chi non appare.  Sorretto da questo spirito, il documentario di July e Aubin ripercorre la carriera di JR dalle prime azioni notturne come writer, alle riprese del documentario “Ellis”, sceneggiato dal Premio Oscar Eric Roth, con protagonista Robert de Niro in visita a Ellis Island, principale punto d’ingresso per i migranti che sbarcano negli USA. Poi c’è l’avventura con Agnés Varda, la regista con cui JR ha realizzato «Visages Villages», viaggio nelle campagne e nei paesini della Francia meno conosciuta.  Agnes Varda parla di Jr come di un ragazzo misterioso, che mantiene grande riservatezza sulla sua vita privata. Più di cinquant’anni separano la Varda da JR, due generazioni s’incontrano in luoghi dove persone, assolutamente anonime, diventano protagonisti di immagini gigantesche, pubbliche e molto poetiche.

Serge July e Daniel Ablin hanno realizzato con #JR un documentario di grande fascino. Serge July è cofondatore del quotidiano “Liberation” che ha diretto dal 1974 al 2006. Oggi editorialista su varie testate importanti. Daniel Ablin ha lavorato in campo pubblicitario, autore di numerosi documentari per la televisione francese. Dal 1991 realizza per il festival di Cannes gli opening credits, filmati di sintesi volti a catturare l’attenzione dello spettatore. 

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