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Venezia 79. “Blonde”, quel vuoto d’amore che il successo non compensa

VENEZIA – “Blonde” il film ispirato a Marilyn Monroe di Andrew Dominik, prodotto da Netflix e dunque destinato non solo alle sale, è tratto dalla biografia romanzata di Joyce Carol Oates.

A Venezia è stato accolto con pareri discordi, ma è indubbiamente un’opera che suscita interesse.

La sintesi cinematografica, con qualche invenzione della vita della Monroe, o più precisamente Norma Jean come in realtà si chiamava, ha fatto storcere il naso ad alcuni critici, ma è pur vero che un regista bravo, per riassumere il percorso travagliato di una star, diventata modello di come il successo non compensi un “vuoto d’amore”, ha ovvia necessità di esprimersi con simboli efficaci che sappiano colpire l’ inconscio e suscitare emozioni. In fondo la Monroe è icona mondiale non tanto per la perfezione fisica quanto per la straordinaria antitesi tra trionfi pubblici e vuoto d’amore  che l’ha condotta alla morte.

“Blonde”, che dura quasi tre ore, non dice tutto e si dilunga in situazioni emblematiche: parla dei due mariti famosi di Marylin, Joe Di Maggio e Arthur Miller, ma non del suo primo e sconosciuto James Dougherty. Racconta un triangolo tra lei e i figli di Charles Chaplin ed Edward Robinson, sul quale non ci sono certezze, come esempio del risaputo disagio di non pochi rampolli dello star system. 

Con il Presidente Kennedy, di cui la stampa ha messo in evidenza la fellatio, ciò che in realtà conta è l’atmosfera ai massimi livelli di potere, dove anche una fellatio avviene mentre un’annoiata guardia del corpo staziona sulla porta: tutto è organizzato per soddisfare gli impulsi primordiali dell’imperatore, soppesato per evitare grane, nessuna considerazione del rapporto umano. Anche la donna più bella del mondo come non avrebbe potuto sentirsi umiliata?

Il film racconta con grande abilità, con una Ana De Armas attrice brava e molto somigliante alla Monroe, il dramma di una persona cresciuta senza la dovuta protezione e, malgrado la fortuna di uno straordinario talento seduttivo, la conseguente incapacità di avere rapporti con gli altri e i suoi fallimenti affettivi. E questo vale non solo per Marilyn, ma per chiunque s’illuda che la valanga dei “mi piace” sia un balsamo per tutte le insoddisfazioni.

Regia: 

Andrew Dominik

Produzione: 

Plan B Entertainment (Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner)

Durata: 

166’

Lingua: 

Inglese

Paesi: 

Usa

Interpreti: 

Ana de Armas, Adrien Brody, Bobby Cannavale, Xavier Samuel, Julianne Nicholson, Lily Fisher

Sceneggiatura: 

Andrew Dominik

Fotografia: 

Chayse Irvin

Montaggio: 

Adam Robinson

Musica: 

Nick Cave, Warren Ellis

Suono: 

Lisa Pinero

Dal romanzo:

Blonde di Joyce Carol Oates

Nota:

14+

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