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Daniela Saraco presenta il suo nuovo romanzo “Come l’acqua del mare”: profondo e autentico come l’autrice

Daniela Saraco, 42enne nata a Castellamare di Stabia è una docente e giornalista, che fin da piccola ha coltivato la passione per la scrittura: un modo eloquente per dare voce alla sua sensibilità inespressa.

Autrice di diversi libri, si è cimentata nel 2022 in “Come l’acqua del mare”: un romanzo, pubblicato da “Csa Editrice”, che indaga le profondità dei sentimenti, i quali – come le onde del mare – trascinano e avvolgono con la loro grandiosa e insondabile potenza. Ne parliamo direttamente con l’autrice.

La scelta del titolo, da cosa è stata dettata? 

“Come l’acqua del mare” rappresenta l’immensità, in ogni sfaccettatura. Ogni dolore, appena provato, appare smisurato sino a quando non lo condividiamo, col mare, il “grande confidente”: tuffandoci nelle sue acque, ci denudiamo di tutto, ddaniela 1.jpgelle nostre lotte interiori, dei vincoli mentali che appaiono cosi ridimensionati. Il sale brucia sulle ferite, ma l’elemento liquido dell’acqua è consolatorio: « Ho così capito la necessità di tornare a nuotare, perché restando nell’oblio si può solo affogare». 

Felicia, la protagonista vive un amore impossibile: quale messaggio il romanzo intende trasmettere alle donne che vivono una situazione analoga?

L’amore è di per sé una scelta e come tale ha bisogno di coraggio. C’è chi decide di vivere dentro di sé l’amore negato, non ricambiato, e chi, invece, preferisce accantonare l’amaro disincanto di ciò che sarebbe potuto essere, ma non è stato. I consigli in amore non andrebbero mai dati: posso solo dire di ascoltare il cuore, anche quando fa male.

Qual è stata la tua fonte d’ispirazione?

L’idea stessa dell’amore. Oggi più che mai sono consapevole, che anche le storie senza lieto fine sono comunque sempre amore e che, spesso, pur non vivendo i sentimenti come vorremmo, non riusciamo ad allontanarli. L’amore non chiede permesso: entra prepotentemente in noi. Non saprei, se sia meglio coltivarlo o reciderlo, preferisco tenerlo nel cuore finché non appassisce.

Che rapporto ha con la vita e con i sentimenti?

Amo la vita perché ho temuto di perderla più di una volta. Scrivo d’amore perché, probabilmente, non sono brava a viverlo. Ho una mia personale teoria sui sentimenti: l’amore è in primis libertà e come tale va rispettato, senza costrizioni, giustificazioni o limiti. Si alimenta della propria stessa potenza ed essenza: a mio avviso, se è necessario plasmarlo, non si tratta di vero amore: si sta soltanto adattando il proprio essere pur di essere ricambiati. Credo che la prima vera forma d’amore sia verso se stessi: quindi è mio compito amarmi e accettarmi per ciò che sono e non cambiarmi.

Come ti descriveresti in una parola?

È un po’ difficile, ci provo: carismatica!

Hai già in cantiere un altro libro?

In realtà “Come l’acqua del mare” ha un finale aperto, non propriamente definito. Mi piacerebbe scrivere il seguito, soprattutto perché l’ultimo capitolo mi emoziona tanto e vorrei dar voce a ciò che potrebbero ancora vivere Felicia e Salvo, i due protagonisti. 

Espressivi gli stralci di brani che hai scelto tra le canzoni del gruppo “Mr Hyde”: posso saperne di più?

I “Mr Hyde” sono un gruppo napoletano che seguo da anni. Il loro soft rap è capace di raccontare emozioni, sentimenti, momenti di vita reale. L’amore è quasi sempre al centro delle loro canzoni: ne hanno tanto da dare e da narrare. Sono miei amici e a loro devo tanto in termini di supporto nei miei momenti bui: la musica unisce, soprattutto i cuori autentici.

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