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Teatro Quirino. “La vita davanti a sé”, uno spettacolo trascinante e di spessore

ROMA – “La vita davanti a sé” è un romanzo che lo scrittore francese Romain Gary pubblicò sotto lo pseudonimo di Emile Ajar nel 1975. Nello stesso anno al libro fu assegnato il premio Goncourt, cosa che suscitò molte polemiche perché Gary lo aveva già vinto vent’anni prima, usando il suo nome.

La storia è quella di Momò, un bambino arabo musulmano che viene cresciuto da Madame Rosa in un appartamento al sesto piano di un palazzo parigino nel quartiere multietnico di Belleville, dove abitano i più poveri e appartenenti alle religioni più diverse. Madame Rosa è un’anziana ebrea reduce da Auschwitz che si occupa, dietro compenso, di crescere i figli di prostitute che per legge non possono tenerli con sé. La madre di Momò però non si presenta mai e intorno alla sua origine aleggia il mistero. In cerca di affetto Momò adotta un cagnolino trovatello che chiama Super, finendo per cederlo a una facoltosa signora per evitare che viva nella stessa sua precarietà. Man mano va crescendo Momò si rende conto che Madame Rosa sta invecchiando; che i sei piani da salire, a causa del suo peso, potrebbero risultarle fatali ed è preoccupato per il suo destino. Gli altri bambini da lungo tempo in casa di Madame Rosa nel frattempo sono stati adottati e un giorno Momò, notato da una bella ragazza che gli fa dei complimenti, sente crescere lo struggente desiderio di trovare una madre. Momò è combattuto fra il timore per la propria sorte e il dolore per la grave condizione in cui versa Madame Rosa, l’unica figura materna che abbia mai avuto …

Un romanzo commovente e affascinante, già trasposto per il cinema da Edoardo Ponti e distribuito da Netflix nel 2020.  Oggi ridotto, diretto e interpretato a teatro da Silvio Orlando che, oltre a dar vita agli innumerevoli personaggi, ricava per sé il ruolo principale di Momò, vivo e credibile nei panni di un bambino, io narrante e trascinatore in un atto unico che scorre per un’ora e mezza senza mai senza calare di tono. Una storia emblematica condensa il grande tema contemporaneo della convivenza tra culture, religioni e colori della pelle diversi, in una parola della convivenza tra i popoli. E tutto questo in una vicenda privata, che si distingue per il bisogno doloroso di un rapporto con la propria madre, che riverbera nella necessità dell’amore e dell’inclusione fra razze ed etnie diverse.  

Sul palcoscenico la scenografia che non cambia, ma è sapientemente movimentata dalle luci e da un efficace accompagnamento musicale dell’Ensemble dell’Orchestra Terra Madre. Alla fine dello spettacolo Silvio Orlando, suonando il flauto traverso insieme all’Ensemble, ha saputo ricreare quella condivisione fraterna che la Piéce suggerisce.

Teatro Quirino

Via delle Vergini 7 Roma

Fino al 30 ottobre
Cardellino srl
presenta

SILVIO ORLANDO

LA VITA DAVANTI A SÉ

Tratto dal romanzo La Vie Devant soi
di Romain Gary
traduzione Giovanni Bagliolo
edizione Biblioteca Neri Pozza

Direzione musicale Simone Campa

con
l’Ensemble dell’Orchestra Terra Madre
Simone Campa chitarra battente, percussioni
Maurizio Pala fisarmonica
Kaw Sissoko kora, djembe
Marco Tardito clarinetto, sax

scene Roberto Crea
disegno luci Valerio Peroni
costumi Piera Mura
organizzazione Maria Laura Rondanini
direttore di scena Luigi Flammia
capo elettricista Massimo Polo
fonico Gianrocco Bruno
amministratore di compagnia Vittorio Stasi

consulenza amministrativa e organizzativa Teresa Rizzo

riduzione e regia di SILVIO ORLANDO

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