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Cannes 76. “Banel e Adama”, un’opera prima racconta i nostri ancestrali archetipi

CANNES – Piange salendo la Montée de Marche verso il grande teatro Lumière per la presentazione della sua opera prima in concorso per la Palma d’oro al Festival di Cannes, Ramata-Toulaye Sy,  sceneggiatrice e regista di origine senegalese, nata a Parigi nel 1986. 

Si è guadagnata fama internazionale nel 2021 con il cortometraggio Astel. Adesso il suo primo film “Banel e Adama” arriva a una meta insperata per molti artisti (meglio chiarire che ciò non significa meno meritevoli).

Ramata-Toulaye Sy è attraente e questo è un valore aggiunto per spianare una strada difficile, ma è sicuramente chi sa illustrare una realtà poco descritta e dunque molto interessante.

“Banel e Adama “ sono i  debuttanti Khady Amane e Mamadou Dallo, che interpretano bene personaggi che, in un misterioso quanto sperduto villaggio del Senegal, vorrebbero vivere una vita diversa da quella che la loro tradizione pretende. Lui disdegna diventare per lignaggio  capo tribù, lei non ama essere compagna che solo sgrava figli e serve il marito. 

Le superstizioni non aiutano la loro emancipazione: Adama viene incolpato della siccità per aver rifiutato di fare il capo tribù, lei è accusata di avergli messo in testa idee assurde. Quale sarà la loro fine?

Un film che fa anche riflettere sulle ragioni dell’immigrazione: la famiglia della stessa regista è un nucleo emigrato in Europa. “Banel e Adama” analizza il vaticinato bisogno di scappare dalla siccità e da una sottile e distruttiva condizione psicologica: quella della privazione di esprimersi secondo natura. La famiglia in fondo non è il primo nucleo sociale?

In questa disamina si trovano probabilmente le ragioni della scelta di inserire, nel concorso per la Palma d’oro, l’opera di una debuttante. Gli archetipi del Senegal evocano i nostri dimenticati modelli e superstizioni?

Regia:Ramata-Toulaye Sy

Attori:Khady Mane, Mamadou Diallo, Moussa Sow, Binta Racine Sy

Paese:Francia, Mali, Senegal

Sceneggiatura:Ramata-Toulaye Sy

Fotografia:Amine Berrada

Montaggio:Vincent Tricon

Musiche:Bachar Khalifé

Produzione:La Chauve Souris, Take Shelter, Astou Films, Arte France Cinéma, DS Productions

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