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Presentato “Sei fratelli”, una difficile famiglia allargata

“Sei fratelli” racconta di Marco, Guido, Leo, Luisa, Gaelle e Mattia che hanno madri diverse, ma un’unica figura paterna di riferimento: Manfredi Alicante, un uomo che non ha mai assunto responsabilità nei loro confronti e che, prima di suicidarsi, lo ammette a se stesso. 

Venuto a mancare i figli si ritrovano tutti insieme, come mai avrebbero pensato, nella casa paterna a Bordeaux, vivendo l’illusione inconscia e disperata di poter diventare una famiglia unita. La realtà è che ognuno porta con sé la sofferenza di una storia senza sicurezze, un’identità acquistata a caro prezzo e tornare indietro non sarà facile.

Simone Godano, regista del film, racconta così la genesi di “Sei Fratelli”: “La partenza è stata una chiacchierata con un amico qualche anno fa. Lui doveva dare un’importante notizia alla sorella ma non riusciva a rintracciarla perché non aveva i suoi contatti, non sapeva dove vivesse, non aveva sue notizie da anni. Era figlia dello stesso padre ma di madre diversa, come altri suoi fratelli”. 

“Bizzarro pensai – continua Godano –  io che ho un solo fratello e i miei genitori stanno insieme da 53 anni. Con il passare del tempo mi sono reso conto di quante famiglie ‘allargate’ ci siano ai giorni nostri, di quanti fratelli che parlano de ‘il fratello di mio fratello’ o ‘la madre di mio fratello’ “. 

“Queste famiglie – conclude il regista –  penso abbiano una sola caratteristica comune: ognuna è diversa dalle altre. Sono famiglie spesso numerose dove esistono accese rivalità, gelosie, conflitti sopiti, rapporti che vivono di momenti di grande amore alternati a lunghissimi silenzi, risentimenti che neanche il tempo riesce a ricucire.

Ecco noi raccontiamo questo tipo di famiglia, la famiglia Alicante, in cui ognuno potrà trovare qualcosa della propria esperienza di vita sia personale sia delle persone che gli stanno più vicino”.

Premesso che tutti gli attori prestano il loro talento con convinzione, riuscendo a riprodurre un ritratto simpatico e pieno persino di calore della sgangherata famiglia allargata, resta però sullo sfondo l’amaro di un dolore facilmente intuibile che, se la situazione fosse reale, tanto più tra persone che non si conoscono, avrebbe più peso psicologico. 

A volte nel film la sua leggerezza stride, qualche affermazione appare letteraria: un padre suicida, avventuriero senza fiuto per gli affari che lascia soltanto debiti, per quanto sia stato grande amante e trascinatore – se non ha fatto azioni memorabili almeno nel sociale – normalmente non lascia dietro di se un’aura di carisma.

La sbornia dei figli nel ritrovarsi assieme, nell’illusione per un giorno di avere la famiglia che non hanno mai sperimentato, è fatta di situazioni così esasperate – ad esempio introducendo all’improvviso nel novero degli eredi una sesta figlia mai dichiarata prima – da non poter divenire modello. 

E’ bene ribadire che non è un problema di attori, i quali sono il punto forte del film, il tallone d’Achille è la scrittura che non approfondisce, rimuovendo e sorvolando dinamiche psicologiche che sono invece carne e sangue degli esseri umani.

Regia di Simone Godano. Un film con Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini, Gabriel Montesi, Valentina Bellè, Claire Romain. Genere Drammatico, – Italia, 2024, durata 103 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 maggio 2024 distribuito da 01 Distribution. 

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