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Domenica classica. Giordano Ferla al piano emoziona il pubblico della Sala Umberto

ROMA – L’associazione no profit Suono e Immagine, presieduta da Lorenzo Porta del Lungo, in occasione di “Domenica classica”, programma che diffonde la cultura della grande musica quale mezzo educativo per la crescita sociale, il 9 febbraio ha portato sul palco del teatro Sala Umberto di Roma il bravissimo giovane pianista Giordano Ferla: vero talento la cui scoperta emoziona. Ascoltando le impeccabili interpretazioni di Ferla ci si domanda se non sia anch’esso uno dei nostri cervelli “in fuga”.

Nato a Roma, Giuliano Ferla ha in iniziato a studiare piano fin da piccolo. Si è perfezionato al conservatorio di Santa Cecilia e laureato al Royal College of Music di Londra. È stato docente di pianoforte presso il Royal Welsh College of Music Junior Conservatoire. Attualmente insegna alla Young Musician Academy of Cardif. È direttore della corale Serenata Singers di Cardiff. 

Vincitore di concorsi nazionali e internazionali, si è esibito in veste di solista in manifestazioni internazionali di primaria importanza. Si ricorda la sua esecuzione del terzo concerto di Beethoven per pianoforte e orchestra e il primo concerto di F. Chopin con la RWCMD Symphony Orchestra diretto da Tianyi Lu.

Al terzo appuntamento della rassegna 2024/2025 di domenica Classica Giordano Ferla, ha sorpreso per la varietà e l’impegno del programma proposto al pubblico romano: raffinatissimo e diviso in due parti, una classico romantica e l’altra novecentesca. Colpisce la fluidità musicale, come onda oceanica o sommesso rivolo cristallino, delle interpretazioni personali e rispettose dell’originalità dei compositori.



In apertura il pubblico ha ascoltato la Ciaccona in Sol Maggiore op. 435, tema di origine esotico di Georg Friedrich Händel, a seguire la Sonata in La minore di Franz Schubert del 1823, inaugurante la serie delle sette straordinarie ultime Sonate. Ha chiuso la prima parte la Ballata n. 1 op. 23, la più celebre e meravigliosa delle 4 di Frederick Chopin, del 1835, capolavoro della produzione pianistica di tutti i tempi.



La seconda parte, dedicata al ‘900, si è aperta con due preludi di Sergej Rachmaninov: il Preludio n.7 op.23, tra i più difficili tecnicamente, mentre il Preludio n. 5 op.32 col suo incipit di favola, canto in tessitura femminile molto dolce e affermativo a cui risponde una voce grave, maschile. 

Il programma è proseguito con un compositore contemporaneo, Robert Spearing, di cui il Mo. Ferla ha eseguito, in prima assoluta, Tre Quadri Gallesi.  Presente ed emozionato lo stesso Robert Spearing, nato a Londra da madre gallese e padre inglese, cresciuto nel Surrey e tuttavia, come ha detto nella presentazione al pubblico romano delle sue composizioni, molto ispirato dalle bellezze del nostro paese. 

Il concerto si è concluso con i Tre Movimenti da Petruska di Igor Stravinski, composizione del 1911 per grande orchestra con pianoforte concertante.



Domenica Classica prosegue

Domenica 23 febbraio ore 11, con il quarto concerto della rassegna ritorna l’Ensemble Accademia Antica, con Note d’autore, la formazione per flauto Francesco Marletta, oboe Alba Rodilosso e violoncello Mario Cusimano. Presenterà brani inediti di significativi compositori di fine ‘600 e primo ‘800, quali C. Barbandt, F.J. Haydn e J.B. Loeillet.

Domenica 9 marzo ore 11, il duo Davide Belosio (violino) ed Salvatore Tirone (pianoforte) per il concerto Interminati Spazi, proporrà opere di W.A. Mozart, R. Schumann, B. Bartók, G. Pizzetti.

Domenica 23 marzo ore 11, la settima edizione di Domenica Classica si conclude con l’Ensemble Stradella Y-Project e la direzione del Mo. Andrea De Carlo in “Assai ben balla a cui fortuna suona”. Danze strumentali tra rinascimento e primo barocco.

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