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La sindrome dell’ovaio policistico che colpisce oltre 170 milioni di donne nel mondo diventa PMOS: focus su metabolismo, ormoni e salute mentale

La sindrome dell’ovaio policistico cambia ufficialmente nome. Il disturbo endocrino femminile più diffuso al mondo, che interessa circa una donna su otto e oltre 170 milioni di donne a livello globale, sarà ora definito “sindrome poliendocrina metabolica dell’ovaio” (PMOS, Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome). La decisione arriva da un’iniziativa internazionale guidata dalla Monash University e pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet.

Il nuovo nome punta a descrivere in modo più corretto e completo una patologia cronica e complessa che non riguarda esclusivamente le ovaie, ma coinvolge l’intero equilibrio ormonale e metabolico dell’organismo femminile. La PMOS è infatti caratterizzata da alterazioni endocrine, problemi metabolici, variazioni del peso corporeo, disturbi della pelle, difficoltà riproduttive e possibili ripercussioni sulla salute mentale.

Secondo gli esperti, la precedente definizione di “ovaio policistico” ha generato per anni fraintendimenti clinici e diagnostici. Il termine “cisti”, infatti, risultava fuorviante, poiché nella maggior parte dei casi non si tratta di vere cisti ovariche patologiche. Questa interpretazione riduttiva avrebbe contribuito a ritardi nella diagnosi, trattamenti non adeguati e scarsa consapevolezza della reale complessità della malattia.

“La vecchia definizione limitava la comprensione di una condizione endocrina cronica molto più ampia”, ha spiegato Helena Teede, coordinatrice del progetto internazionale sviluppato insieme a 56 organizzazioni tra associazioni di pazienti e professionisti sanitari. Gli specialisti sottolineano inoltre come molte manifestazioni cliniche della sindrome siano state a lungo sottovalutate.

La transizione verso la nuova denominazione durerà tre anni e sarà accompagnata da una campagna globale di informazione e sensibilizzazione rivolta a medici, governi, ricercatori e pazienti. Il termine PMOS verrà completamente adottato con l’aggiornamento delle Linee Guida Internazionali previsto nel 2028.

Per la comunità scientifica si tratta di un passaggio storico che potrebbe migliorare la ricerca, la diagnosi precoce e la gestione clinica di una patologia che interessa milioni di donne nel mondo. Il nuovo nome, infatti, mette al centro il ruolo degli ormoni e riconosce ufficialmente l’importanza della componente metabolica nella sindrome.

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