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Tumore al seno: dieta mediterranea, attività fisica e vitamina D riducono il rischio di recidiva

Uno studio italiano presentato all’ASCO 2026 conferma il ruolo decisivo degli stili di vita nella prevenzione delle ricadute

La lotta contro il tumore al seno non passa soltanto attraverso le terapie farmacologiche. Sempre più evidenze scientifiche dimostrano che alimentazione, attività fisica e corretti stili di vita possono influenzare significativamente il decorso della malattia e ridurre il rischio di recidiva.

Una conferma importante arriva dal Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO 2026), in corso a Chicago, dove è stato presentato uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori Pascale che evidenzia come una combinazione di dieta mediterranea a basso indice glicemico, camminata veloce quotidiana e integrazione di vitamina D possa contribuire a migliorare la prognosi nelle donne affette da tumore al seno ormono-positivo.

Meno recidive grazie a uno stile di vita sano

La ricerca ha coinvolto circa 500 donne con carcinoma mammario ormono-positivo, la forma più frequente di tumore della mammella, che in Italia registra ogni anno oltre 40.000 nuove diagnosi.

Le partecipanti hanno seguito un programma basato su tre semplici interventi:

  • alimentazione ispirata alla dieta mediterranea a basso indice glicemico;
  • almeno 30 minuti di camminata veloce ogni giorno;
  • integrazione orale di vitamina D.

I risultati hanno mostrato una significativa riduzione delle recidive tumorali rispetto ai gruppi di controllo, accompagnata da una perdita di peso e da una diminuzione della sindrome metabolica, una condizione caratterizzata da obesità addominale, alterazioni glicemiche e fattori di rischio cardiovascolare.


Lo studio, che coinvolto 500 donne con tumore al seno, è stato coordinato dall’Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli ed hanno partecipato Università di Catania, Istituto Cro-Irccs di Aviano, Università di Verona, Università di Napoli Federico II e Università di Toronto.

Il ruolo della dieta mediterranea nella prevenzione oncologica

Da anni la dieta mediterranea è considerata uno dei modelli alimentari più salutari al mondo. Ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, olio extravergine d’oliva e pesce, contribuisce a ridurre l’infiammazione cronica, migliorare il metabolismo e favorire il controllo del peso corporeo.

Secondo gli esperti, questi meccanismi possono avere un impatto diretto anche sul rischio di progressione e recidiva di numerosi tumori, tra cui quello della mammella.

Non a caso, lo studio italiano è stato selezionato tra le ricerche di maggiore interesse dell’ASCO 2026 ed è stato presentato anche durante la conferenza stampa ufficiale che ha preceduto l’apertura del congresso.

Attività fisica e controllo del peso: alleati contro il cancro

Un’altra importante conferma arriva dallo studio internazionale BWEL, anch’esso presentato all’ASCO 2026. La ricerca ha coinvolto pazienti affette da tumore al seno in stadio II e III con sovrappeso o obesità.

Le donne inserite in un programma strutturato di perdita di peso, associato a supporto educativo e consulenza sanitaria, hanno mostrato un netto miglioramento della funzionalità fisica, della salute generale e del benessere psicologico, oltre a una significativa riduzione della stanchezza correlata alle terapie oncologiche.

Medicina e prevenzione: una nuova frontiera dell’oncologia

Le evidenze presentate a Chicago rafforzano un concetto sempre più centrale nella moderna oncologia: la prevenzione secondaria e la gestione degli stili di vita rappresentano strumenti terapeutici complementari alle cure tradizionali.

Interventi semplici, sostenibili e a basso costo, come una corretta alimentazione, il movimento quotidiano e il controllo del peso corporeo, possono contribuire concretamente a migliorare la qualità della vita delle pazienti e ridurre il rischio di ricadute.

La ricerca scientifica sta quindi aprendo una nuova strada nella lotta contro il tumore al seno, dove farmaci, prevenzione e comportamenti salutari lavorano insieme per aumentare le probabilità di guarigione e favorire una sopravvivenza sempre più lunga e di qualità.

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