La ricerca scientifica rappresenta uno dei pilastri fondamentali della formazione universitaria moderna e la Link Campus University sta investendo con decisione nello sviluppo di attività scientifiche ad alto impatto, favorendo l’incontro tra innovazione, ricerca traslazionale e applicazioni cliniche. In questo contesto si inserisce il lavoro della Prof.ssa Giuseppina Catanzaro, Professore Associato di Patologia Generale e Immunologia e immunopatologia presso la Link Campus University dal maggio 2024.
Con un percorso accademico e scientifico di assoluto rilievo, la Prof.ssa Catanzaro ha maturato competenze che spaziano dall’oncologia molecolare alle malattie endocrino-metaboliche. Dopo il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Teramo, dedicato allo studio del sistema endocannabinoide e del suo ruolo nei tumori, ha guidato come principal investigator un progetto internazionale sul metabolismo delle cellule tumorali finanziato dalla Fondazione Bracco. Per quasi dieci anni ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza Università di Roma, approfondendo i meccanismi molecolari che regolano lo sviluppo delle patologie oncologiche e metaboliche.
Autrice di 68 pubblicazioni scientifiche internazionali peer-reviewed, con oltre 2.300 citazioni e un H-index pari a 27, la Prof.ssa Catanzaro concentra oggi la propria attività sull’identificazione di nuovi biomarcatori diagnostici e prognostici, sul ruolo dei microRNA nelle malattie umane, sui meccanismi di resistenza alle terapie oncologiche e drug-repurposing e sullo sviluppo di innovative strategie di nanomedicina per il trasporto mirato dei farmaci.

Con lei approfondiamo alcune delle frontiere più promettenti della ricerca biomedica contemporanea.
Professoressa Catanzaro, gran parte della sua attività scientifica è dedicata allo studio dei meccanismi molecolari dei tumori solidi. Quali sono oggi le principali sfide che la ricerca deve affrontare per comprendere meglio l’origine e l’evoluzione di queste patologie?
Negli ultimi anni sta evolvendo una “nuova” medicina, la medicina di precisione. Data l’elevata eterogeneità non solo inter-tumorale, ma anche intra-tumorale, comprendere come le diverse popolazioni cellulari si originino, evolvano e interagiscano con il microambiente tumorale è fondamentale per chiarire i meccanismi alla base della progressione della malattia, della metastatizzazione e della resistenza alle terapie.
In questo contesto, l’utilizzo dei dati dei pazienti e delle nuove tecnologie -omiche consentiranno di sviluppare approcci terapeutici mirati e creare i cosiddetti avatar per guidare lo sviluppo terapeutico. Inoltre, un ruolo crescente ha assunto e sta assumendo anche l’intelligenza artificiale, un potentissimo strumento per analizzare e collegare tra loro innumerevoli dati clinici, molecolari e biologici.
A mio avviso la maggiore sfida è proprio riuscire a stare al passo con l’innovazione tecnologica, i ricercatori, così come i medici, devono imparare ad analizzare ed utilizzare in maniera adeguata il numero immenso di dati in loro possesso, solo in questo modo si potranno avere delle risposte che ci permetteranno di comprendere e soprattutto di trattare i tumori nel modo più efficace possibile.

La resistenza alle terapie rappresenta ancora uno dei maggiori ostacoli nel trattamento dei tumori. Quali sono i meccanismi biologici più rilevanti che state studiando e quali prospettive intravede per superare questo problema?
Ha ragione, la resistenza alle terapie è una delle principali sfide dell’oncologia moderna e ci si trova ad affrontarla quotidianamente sia nella ricerca che nella pratica clinica. Ritengo che in questo contesto abbiano un ruolo importante le cellule staminali tumorali ed il microbiota, due attori principali in ambito oncologico.
Infatti, le cellule staminali tumorali costituiscono una sottopopolazione di cellule particolarmente resistente ai trattamenti convenzionali, capace di sopravvivere alle terapie e di favorire la recidiva e la progressione della malattia. Parallelamente, negli ultimi anni è emerso come il microbiota, sia intestinale sia intratumorale, possa influenzare la risposta ai trattamenti attraverso complesse interazioni con il sistema immunitario e il microambiente tumorale.

Riuscire a colpire in maniera selettiva le cellule staminali tumorali e a modulare il microbiota intestinale, ma soprattutto il microbiota intratumorale, contrastando le condizioni di disbiosi, potrebbe contribuire a superare in maniera efficace alcuni dei principali meccanismi di resistenza alle terapie, che oggi limitano il successo dei trattamenti oncologici.
I microRNA stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella medicina di precisione. Quanto potranno incidere in futuro nella diagnosi precoce, nella prognosi e nella personalizzazione delle cure?
I microRNAs rappresentano uno degli strumenti più promettenti della medicina di precisione. Si tratta di piccoli RNA non codificanti capaci di regolare l’espressione di numerosi geni e, nel contesto tumorale, possono agire sia come oncosoppressori sia come oncogeni, influenzando processi fondamentali quali proliferazione, invasività e risposta alle terapie.
La loro importanza biologica è stata ulteriormente riconosciuta dell’assegnazione del premio Nobel per la Medicina 2024 agli studi che hanno contribuito a chiarire i meccanismi della regolazione genica mediata da queste molecole. Il loro potenziale in ambito diagnostico, prognostico e terapeutico è particolarmente elevato perché sono presenti in tutti i principali liquidi biologici e possono essere rilevati attraverso procedure poco invasive.
Alterazioni, anche minime, dei loro livelli di espressione sono spesso associate alla presenza e all’evoluzione della malattia. Pertanto, i microRNAs stanno già assumendo un ruolo rilevante in qualità di biomarcatori per la diagnosi precoce, la stratificazione prognostica dei pazienti e la scelta di trattamenti sempre più personalizzati.
Con lo sviluppo di tecniche di analisi sempre più sensibili ed accurate, ritengo che questo loro ruolo sarà destinato a crescere ulteriormente, contribuendo in modo significativo a una medicina oncologica sempre più precisa e personalizzata.
