Un sistema innovativo sviluppato dall’Università della Calabria promette di rivoluzionare la diagnosi delle patologie cardiovascolari infiammatorie grazie all’impiego delle microonde. La tecnologia, già oggetto di brevetto nazionale, consente un monitoraggio rapido, non invasivo e in tempo reale dei pazienti critici.
La diagnostica cardiovascolare potrebbe presto compiere un importante salto di qualità grazie a una nuova tecnologia sviluppata dall’Università della Calabria. Un gruppo di ricercatori dell’Ateneo ha infatti depositato un brevetto nazionale per un innovativo sistema a microonde in grado di rilevare e monitorare le patologie infiammatorie del cuore e del sangue senza ricorrere ai tradizionali prelievi ematici.
L’obiettivo è offrire ai medici uno strumento diagnostico rapido, non invasivo e capace di fornire informazioni in tempo reale sullo stato infiammatorio del paziente, migliorando così la gestione clinica delle malattie cardiovascolari.
Diagnosi con microonde: la collaborazione tra ingegneria e cardiologia
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Sandra Costanzo, professoressa ordinaria di Campi Elettromagnetici e responsabile del laboratorio ERMIAS (ElectRomagnetics, MIcrowaves and Antennas for Sensing and Diagnostics), e Antonio Curcio, direttore della Cardiologia Universitaria e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università della Calabria.
L’integrazione tra competenze ingegneristiche, tecnologie elettromagnetiche e medicina cardiovascolare ha permesso di progettare una piattaforma diagnostica innovativa, sviluppata attraverso un lungo percorso teorico e sperimentale che ha coinvolto sia l’Ateneo sia l’attività clinica ospedaliera.
Sperimentazione sui pazienti dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza
La validazione della tecnologia è avvenuta direttamente sui pazienti ricoverati presso l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, dove Antonio Curcio dirige l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica.
Parallelamente, il laboratorio ERMIAS dell’Università della Calabria ha sviluppato e perfezionato gli aspetti tecnologici della soluzione, dimostrando come l’interazione continua tra ricerca accademica e pratica clinica possa accelerare l’innovazione nel settore biomedicale.
Il brevetto ottiene una valutazione positiva dall’Ufficio Brevetti Europeo
Il deposito della domanda di brevetto è stato seguito dall’Ufficio di Trasferimento Tecnologico dell’Università della Calabria, con il supporto di specialisti in proprietà industriale.
La documentazione ha ricevuto una valutazione particolarmente positiva da parte dell’Ufficio Brevetti Europeo (EPO), che ha riconosciuto la solidità scientifica e l’originalità delle rivendicazioni presentate dagli inventori, rafforzando il potenziale valore industriale e clinico della tecnologia.
Un nuovo approccio per monitorare le infiammazioni del cuore
La tecnologia a microonde potrebbe rappresentare una svolta nella diagnosi e nel monitoraggio delle sindromi infiammatorie mio-pericardiche, consentendo di individuare precocemente alterazioni biologiche senza procedure invasive.
Grazie ai tempi di risposta estremamente rapidi, i cardiologi potrebbero seguire l’evoluzione clinica del paziente quasi in tempo reale, adattando con maggiore precisione le strategie terapeutiche e migliorando la gestione delle situazioni più critiche.
Benefici anche per la formazione dei futuri cardiologi
Oltre alle applicazioni cliniche, il nuovo sistema offrirà importanti opportunità anche nella formazione specialistica. Gli specializzandi in cardiologia potranno infatti apprendere l’utilizzo di tecnologie diagnostiche di ultima generazione all’interno di un percorso multidisciplinare che integra medicina, bioingegneria ed elettromagnetismo.
Una ricerca che apre nuove prospettive per la medicina non invasiva
Il brevetto sviluppato dall’Università della Calabria conferma come la collaborazione tra discipline diverse possa generare innovazioni con un forte impatto sulla sanità. Se le future fasi di sviluppo e validazione clinica confermeranno i risultati ottenuti finora, questa tecnologia potrebbe contribuire a trasformare il modo in cui vengono diagnosticate e monitorate le patologie cardiovascolari infiammatorie, riducendo il ricorso agli esami invasivi e migliorando la qualità dell’assistenza ai pazienti.



