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Il Pdl dilaniato dalle lotte intestine. Ma tutto si aggiusta con le “tre p”

ROMA – Mara Carfagna ha fatto un paio di passi indietro, dopo aver annunciato, un mese fa, le sue dimissioni da ministro e da parlamentare. Non era vero e si è visto. Dopo aver parlato con il suo mèntore, cioè il capo dei capi, ha deciso che era di nuovo tutto chiaro e ha continuato come se niente fosse successo. Ora è la volta di un’altra ministra, Stefania Prestigiacomo, che oggi ha annunciato la sua uscita dal Pdl.

Per definire il partito del Caimano (“partito” per modo di dire, sarebbe meglio considerarlo un “ramo di azienda” del gruppo Fininvest), forse, non c’è di meglio che adottare quanto ha oggi dichiarato Gianfranco Miccichè, una volta plenipotenziario del magnate di Arcore in Sicilia, poi diventato un mezzo transfuga avendo fondato la sua Lega meridionale, “Forza del Sud”. Secondo il sottosegretario con delega al Cipe, il Pdl è “un partito dittatoriale su base anarchica”. Definizione che fotografa meglio di ogni altra la situazione reale del partito berlusconiano. Oggi lo stesso Miccichè loda la sua amica Prestigiacomo: “Mi sembra che nel Pdl le uniche ad avere gli attributi siano le donne. Stefania Prestigiacomo non ha bisogno di suggeritori per compiere le proprie scelte politiche”.

Non bisogna naturalmente sopravalutare lo sfogo della Prestigiacomo e il suo stesso annuncio di oggi. Il più delle volte, si minaccia qualcosa per ottenere qualche altra cosa. Un colloquio con il Cavaliere potrebbe mettere le cose a posto, come è successo con la ministra per la famiglia, l’affascinante Mara Carfagna, la quale oggi, a proposito di quanto accaduto, ha dichiarato: “Sbagliato sottovalutare l’accaduto, il disagio espresso da Prestigiacomo nei confronti di un partito nel quale, troppo spesso, si preferisce, per fretta o disattenzione, non prestare ascolto alle idee diverse, è molto diffuso”, per poi aggiungere (appunto!): “Sono certa che Berlusconi, come sempre ha fatto, sarà capace di trovare una soluzione ai problemi posti dalla collega”.

Tutto si aggiusta nel ramo di azienda del gruppo Fininvest, soprattutto quando lo sfondo è rappresentato dalle “tre p”: poltrone, potere e prebende.

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