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Scoppia la polemica su “Annozero”. Bossi: “Berlusconi si riposi, al resto pensiamo noi”

Santanchè nervosissima, oggi ha abbandonato la trasmissione “Agorà”. Nella cassaforte della Procura milanese sono rinchiuse migliaia di pagine di trascrizioni di telefonate fra parlamentari del Pdl e le “signorine” di via Olgettina

ROMA – Com’era prevedibile, dopo la puntata di ieri sera di “Annozero” è scoppiata la polemica. Durante la puntata, interamente dedicata alla vicenda Ruby, Sandro Ruotolo ha intervistato Nadia Macrì, la escort emiliana, una delle tante che ha avuto rapporti intimi con il Presidente del Consiglio. La donna ha mostrato all’inviato di Santoro la sua agendina con il numero di telefono di Berlusconi. Ruotolo ha nascosto con un dito le ultime tre cifre ma il fatto è che le altre erano state diffuse già sul web, insieme alla documentazione dei magistrati milanesi. In pochissimi minuti, sul web è stato diffuso il cellulare del Capo del governo. Il popolo viola la ha fatto circolare su facebook il numero come sinonimo di trasparenza per tutti coloro che hanno votato Berlusconi come premier. Ma le reazioni dei suoi paladini non si sono fatte attendere.  «Ma il presidente Garimberti, sempre pronto a difendere la correttezza dell’informazione, non ha nulla da dire sullo strazio indecente andato in onda ieri sera ad ‘Annozero’, il cui vero titolo è: ‘Spazio Santoro – attacco settimanale a Berlusconi?’».

Critiche come sempre largamente ingiustificate, visto le ore di trasmissione volte a favore del premier sulle reti di sua proprietà. Ma il fatto è che gli adepti del Pdl mostrano in queste giornate tutto il loro nervosismo, sovente controproducente. “Annozero” ha visto una Daniela Santanchè del tutto fuori dai gangheri, incapace di rispondere con razionalità e calma a qualsiasi discorso. Più o meno così si era comportata Anna Maria Bernini nell’ultima puntata di “Ballarò”. La medesima Santanchè ha interpretato un’altra sceneggiata ad “Agorà”, la trasmissione mattutina di Andrea Vianello, dove ha abbandonato gli studi inveendo contro il conduttore e gli altri due ospiti, Giampiero Mughini e la deputata del Pd Anna Paola Concia. Probabilmente i nervi le stanno cedendo per le difficoltà sempre più grandi che il suo premier sta attraversando.

Bossi in soccorso del Caimano

Deve essersene accorto anche Umberto Bossi così che oggi si è proposto come risolutore dei problemi aziendali ed esistenziali del magnate di Arcore. Ha consigliato a Berlusconi di “andare un po’ a riposare da qualche parte che ci pensiamo noi». La Lega comincia a mostrare segni sempre più chiari di nervosismo. Ora il suo timore è che, non solo il caso Ruby abbia definitivamente seppellito le acquisizioni di deputati da parte del Pdl ma che possa in qualche modo ostacolare la realizzazione dei decreti sul federalismo. Per questo il management leghista parla sempre con maggiore forza di ricorso alle urna.

Le intercettazioni sfibrano i berlusconiani

Ma è tutto il Pdl a mostrare la corda. Gli isterismi della Santanchè sono soltanto la punta dell’iceberg. I richiami espliciti di Tarcisio Bertone e dello stesso Pontefice a favore di un’etica pubblica, le aspre critiche dei vescovi dopo la pubblicazione delle intercettazioni mostrano un Berlusconi molto più debole ed isolato in queste ore. Il quale premier, oggi in Consiglio dei ministri, si è affrettato a dichiarare che le parole espresse dal segretario di Stato vaticano “non erano rivolte a noi” ed è questo ora il messaggio che deve prevalere.

Ma il nervosismo estremo dei berlusconiani ha più di una giustificazione. I giornali oggi fanno a gara a certificare che esisterebbero ben 67 telefonate fra Berlusconi e Ruby, la marocchina che lo ha inguaiato, che ovviamente non sono pubblicabili. Ma è chiaro che la sola esistenza di ben 67 telefonate fra il magnate e una minorenne smentiscono clamorosamente la versione della casa per cui il povero Silvio non ha fatto altro che aiutare una povera ragazza indifesa. Un aiuto caritatevole che comportava un numero così esorbitante di comunicazioni fra cellulari? Non solo. Ma come scrive oggi su “Libero” Gianluigi Nuzzi ci sarebbero un migliaio di pagine di documenti contenenti telefonate di parlamentari del Pdl con l’esercito di ragazze di via Olgettina, anche queste coperte dall’immunità dei parlamentari. Il vero timore dei berlusconiani è ben annunciato dal quotidiano di famiglia “Il Giornale” che oggi rileva come “Berlusconi teme le intercettazioni a rate”, meglio, teme le intercettazioni tout court, visto quello che potrebbero far uscire fuori.

La realtà è che man mano che passano le ore, le risibili giustificazioni del clan berlusconiano per salvare le terga del Cavaliere appaiono sempre di più incredibili e poggianti sulla sabbia, pronte, cioè, a crollare alla prima spuma del mare.

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