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Montecitorio. Una maggioranza oramai fuori di sé. Monta la protesta delle opposizioni

ROMA – Le opposizioni chiedono le dimissioni di La Russa, che non riesce più a contenersi. Il premier e i suoi fascisti di complemento percepiscono la loro impotenza politica. Obiettivo minimo: salvare dalla galera il magnate di Arcore. È questo il quadro politico che si delinea in questi giorni dopo la bagarre parlamentare di ieri, caratterizzata dal tentativo – rimandato per ora a martedì prossimo – della maggioranza di impacchettare processo breve e prescrizione per gli incensurati proprio nel momento della crisi libica e dell’emergenza profughi.

Riunito lo stato maggiore legale

 

Ieri lo stesso Francesco Rutelli ha ammesso che la promessa del centro-destra che non avrebbe più proposto leggi ad personam era una bufala e che il dialogo sulla “epocale” riforma della giustizia, che aveva trovato qualche sponda poco avvertita presso l’Api e l’Udc, era uno specchietto per le allodole. “Ciò che interessa al presidente del consiglio” ha dichiarato Rutelli “è sempre il suo personale tornaconto giudiziario”. Anche se con un po’ di ritardo anche l’ex sindaco di Roma sembra averlo compreso.

A dimostrazione dell’assunto, appena tornato dalla gita a Lampedusa, per visionare di persona la possibilità di fare campi da golf e ristrutturare la sua nuova casa sull’isola, Berlusconi ha riunito il suo stato maggiore legale a Palazzo Grazioli, con i quali in queste ore sta mettendo a punto la strategia parlamentare per approvare in tempi forzati il processo breve, cioè la sua personale ed esclusiva emergenza. “Bisogna andare avanti con il processo breve, cercando di evitare di cadere in provocazioni o atteggiamenti non super partes da parte del presidente della Camera”  è la linea dettata ai suoi gerarchi dal capo.

Di Pietro chiede le dimissioni di Angelino Alfano

Nell’Aula si registra ancora altissima tensione fra maggioranza e opposizione. Questa mattina il ministro della giustizia Angelino Alfano ha scagliato il suo tesserino di parlamentare su Antonio Di Pietro. “Lo denuncerò al presidente della Camera” ha dichiarato il leader dell’Idv,  stigmatizzando “lo spregio e il disprezzo del ministro nei confronti del Parlamento”. Disprezzo tale che, conclude Di Pietro, “mi fa chiedere le immediate dimissioni del ministro”. Uno dei molteplici episodi che dimostra il nervosismo della maggioranza, stretta nell’unica esigenza pressante che anima il governo: la legge ad personam per Silvio Berlusconi. Ed ancora non si è spenta l’eco dell’inammissibile comportamento del ministro La Russa nei confronti del Presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale, al termine della sessione di votazioni è stato colpito in pieno viso da un giornale lanciato da un facinoroso del Pdl, con il quale il leader di Fli ha avuto un vivace scambio di battute. Come spesso gli succede, La Russa oggi si è scusato: “Mi spiace per quello che è successo ieri alla Camera, ma Fini sa che non l’ho insultato” ha dichiarato. Ma i finiani rispondono con poco garbo alle scuse del ministro. “Qualcuno pensava di poter tirar fuori ancora qualcosa di buono dal centrodestra berlusconiano? Beh, dopo la giornata di ieri, se lo pensa ancora gli consigliamo o una seduta da qualche strizzacervelli (ma di quelli bravi) o il ricovero immediato in un ospedale psichiatrico (di quelli che buttano la chiave)” scrive Filippo Rossi sul sito “Il futurista”.

 

Monta la protesta della società civile

 

Opposizione e società civile intanto si organizza. Un weekend con proteste davanti alle prefetture d’Italia e martedì prossimo una giornata interamente dedicata alla democrazia che culminerà in una notte bianca a piazza Santi Apostoli a Roma. Sono le due iniziative, in difesa della Costituzione e contro il processo breve, lanciate dal sit in del Popolo viola, Pd e Idv che da questa mattina si sta svolgendo in piazza Montecitorio. Il bandierone tricolore da 60 metri, utilizzato il 12 marzo per il Costituzione day, portato davanti alla prefettura di Roma da tanti cittadini italiani che sventoleranno la Carta costituzionale ed un sit in davanti la Camera dei deputati dalle 10 di mattina. L’ idea è di Gianfranco Mascia dei Viola per il ‘Democrazia day’ di martedì prossimo: “Sarà una festa per celebrare l’Italia e la Costituzione – ha spiegato – una giornata scandita dal motto ‘resistenza e unità’”.

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