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Crisi. Berlusconi oggi riferisce in Parlamento. Tremonti: “Infila la testa nel cappio”

I mercati continuano a puntare contro il nostro Paese. Lo spread Btp-Bund tedeschi è schizzato in apertura di borse a 385 punti base. La colpa è esclusivamente di un governo oramai allo sbando e di un ministro economico del tutto inadeguato alla drammatica situazione economica

ROMA – L’Italia è in questo momento sotto attacco dei mercati internazionali. Il differenziale fra titoli di stato decennali e bud tedeschi è schizzato a 385 punti base, cifra mai raggiunta nella storia economica del nostro Paese. La sfiducia dei mercati non deriva soltanto dallo scetticismo sull’accordo raggiunto ieri fra Obama e la maggioranza repubblicana al Congresso ma dalla profonda convinzione che l’attuale governo italiano non sia in grado di gestire la situazione economica e soprattutto i conti pubblici. Le cronache ci raccontano di un premier del tutto incapace di prendere qualsiasi decisione. Stritolato fra la necessità di mettere da parte l’inadeguato (ed ora anche odiato) Tremonti e quella di non offrire ai mercati il destro per un’altra mazzata. Che cosa può mai dire in Parlamento, dove si recherà domani per riferire sulla crisi economica?

MANCA SOLO LA SFIDUCIA DELLE CAMERE. Enrico Letta, vice-segretario del Pd, sottolinea come l’attuale governo abbia oramai ricevuto tutte le sfiducie possibili, ora anche quelle delle parti sociali; manca soltanto quella delle Camere, dove una maggioranza posticcia si regge sul voto di un pugno di Scilipoti. La sfiducia dei mercati, come detto, è netta. Dato che ben pochi possono pensare realmente che lo Stato italiano possa fallire o sia sull’orlo di un default come la Grecia, visto anche il livello di risparmio aggregato che il Paese è ancora in grado di offrire, quindi la sua patrimonializzazione, la reazione dei mercati internazionali si può spiegare solamente con un’enorme sfiducia nelle possibilità dell’attuale governo italiano di gestire la crisi e i processi economici. Sfiducia che aumenterà in autunno di fronte ai dati sulla ripresa economica e alle conseguenze mediatiche delle inchieste giudiziarie.

RIPRESA ECONOMICA IMPOSSIBILE. L’altro corno del problema è dato dalla persistenza sulla scena di Giulio Tremonti, il principale responsabile, insieme al premier ovviamente, del disastro italiano. Le sue manovre economiche si sono dimostrate – come da sempre denunciano le opposizioni e la Cgil – troppo recessive, avendo tagliato il potere di acquisto di circa il 73% del mondo lavorativo (cioè dei lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato). Ciò ha inciso fortemente sui consumi che da circa tre anni non riescono ad aumentare ed anzi, in alcuni settori (come il mercato automobilistico) continuano a diminuire. Inoltre, gli scriteriati tagli lineari compiuti alla spesa e ai trasferimenti agli enti locali hanno ancora di più indebolito qualsiasi progressione di crescita economica, mentre sono continuate le politiche favorevoli ai condoni (l’ultimo è stato approvato con la manovra economica approvata a luglio a favore dei contenziosi tributari fino a 20 mila euro).

APERTO IL FASCICOLO SU TREMONTI. Come se non bastasse, la Procura romana ha deciso di aprire un fascicolo sulle dichiarazioni del ministro relative al suo timore di essere spiato dalla Guardia di finanza. Il capo della Procura Giovanni Ferrara ha deciso di seguire personalmente il caso ed è per questo che lo stesso Tremonti è stato convocato per spiegare il senso delle sue dichiarazioni. Il ministro ora vorrebbe minimizzare e parla di “forzature giornalistiche”, mentre si arrabbia quando qualcuno gli prospetta un caso di evasione fiscale per il subaffitto dell’appartamento nel pieno centro di Roma. Il “Sunia” della Toscana, l’organizzazione sindacale che tutela i diritti degli inquilini, ha presentato ieri un esposto alla Procura proprio su questo: “Qui, in Toscana, non ci piace passare da bischeri o da pirla» e «non è ammissibile che si affermi con disinvoltura che quello che appare come un contratto di subaffitto lo si faccia passare come accordo verbale tra gentiluomini” dice Simone Porzio, responsabile del sindacato.

L’INTERVENTO ALLA CAMERA. È in questo convulso contesto che il Cavaliere interverrà in Parlamento. La sua decisione è stata fortemente voluta da quel gruppo di deputati del Pdl che sono vicino al neo-segretario Alfano e che vorrebbero imprimere una nuova forza all’azione politica del premier. Pare che Berlusconi si sia convinto quando gli hanno prospettato l’idea che un suo intervento parlamentare, di fatto, scalzasse dalla scena Tremonti, relegandolo in un angolo. Il superministro economico ha saputo della cosa insieme ai capi leghisti ed è rimasto sconcertato. Ha poi detto al premier: “Così diventa un suicidio politico, ti stai mettendo da solo la testa nel cappio. E se le cose vanno male sui mercati a chi daranno la colpa? Indovina un po’?”. Ma Berlusconi è andato dritto per la sua strada. Se domani i mercati, dopo il suo discorso, cadranno ancora più giù, il magnate di Arcore sarà stato ufficialmente sfiduciato dal capitalismo finanziario e farebbe bene a tornarsene per sempre ai suoi trastulli amorosi.

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