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RomafilmFestival. “Il paese delle spose infelici”: esordio di Mezzapesa, in concorso. Recensione

ROMA – Il paese delle spose infelici, tratto dal romanzo di Mario Desiati,  segna l’esordio del regista Pippo Mezzapesa. L’argomento non è nuovissimo: una Puglia dolorosa, sfortunata e priva di valori autentici, sta alla base del racconto, Mezzapesa si distingue  per elegante scorrevolezza.

 

 

Il film narra di Veleno,  ragazzino appeso a un ulivo a testa in giù perché rifiuta d’esser chiamato “trimone”, resiste e alla fine viene accettato nel gruppetto di Zazà,  giovane promessa della squadra di calcio locale, in attesa di un provino con un osservatore della Juventus, con un fratello borderline, che gli regala coltelli e compra droga. A tenere insieme i due ragazzi è l’amore, dapprima senza rispetto, poi delicato e sincero, verso Annalisa,  sposa infelice che ha tentato il suicidio, buttandosi in volo dalla chiesa del paese,  dopo aver perso l’uomo che amava.
Bravi gli attori protagonisti, di una bellezza che cattura pur non essendo canonica, l’interprete di Annalisa, l’attrice Aylin Prandi. Ambientato in un paesino anonimo del Sud degli anni 80’,  il realismo narrativo di Mezzapesa va oltre i luoghi descritti,  indaga nella sofferenza sociale, attraverso le scoperte di un’età nella quale la condivisione delle esperienze brancola tra stupore e paura.
Buona accoglienza al film da parte della stampa specializzata.

Scheda

Titolo originale:
Il paese delle spose infelici

Nazione:
Italia

Anno:
2011

Genere:
Drammatico

Durata:
82′

Regia:

Pippo Mezzapesa

 

Cast:
Nicolas Orzella, Luca Schipani, Cosimo Villani, Rolando Ravello, Vincenzo Leggieri, Gennaro Albano

Produzione:
Fandango, Rai Cinema, Apulia Film Commission

Distribuzione: Fandango

Data di uscita:
Roma 2011

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