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Bechis, Feltri, Belpietro: che pena gli “economisti” della destra

 

Dopo le “ analisi” economiche di Feltri (che almeno ha la modestia di sottolineare che esprime l’opinione dell’uomo della strada), di Belpietro e di Magdi Allam, oggi è la volta di Franco Bechis, editorialista di “Libero”, un giornalista che, invece, ha una certa esperienza della materia economica, a prospettare la convenienza di un’uscita dell’Italia dall’Euro.

Secondo Bechis sarebbe dimostrato come l’Italia stava meglio senza l’Euro in termini di prodotto interno lordo e di competitività. Riconosce che, fino ad ora, forse la moneta unica ha arrecato dei benefici alla nostra economia ma ora non è più così e, quindi, un’uscita dell’Italia dal sistema monetario unico potrebbe arrecare dei benefici.

Bechis, come molti altri commentatori della destra berlusconiana, fonda il suo “argomento forte”  sul fatto che, se avessimo avuto ancora la lira, avremmo potuto recuperare competitività, soprattutto in ambito internazionale, da una sua svalutazione. Già, ma possibile che non ci si renda conto che la svalutazione della lira rendeva più competitive le nostre esportazioni ma molto di meno le nostre importazioni? Se non fossimo entrati nell’Euro, probabilmente pagheremmo ora un litro di benzina non meno di 2,5 euro al litro e sconteremmo un tasso di inflazione forse dell’8%. Questo perché la svalutazione avrebbe reso più debole la nostra moneta nei confronti del dollaro, con il quale paghiamo il petrolio, il grano (già, importiamo in grande quantità anche quello), il metano ed altre materie prime che non riusciamo a produrre a casa nostra.

Non solo. Ma il rimanere attaccati ad una moneta molto debole qual era la lira avrebbe comportato una continua tensione sui tassi di interesse, ciò che non avrebbe affatto tutelato i nostri titoli di Stato, come sembra di credere Bechis. Al contrario, forse dovremmo pagare interessi perfino superiori al 10% per piazzare Bot e Cct.

L’idea della convenienza di un ritorno all’Euro è talmente peregrina che non è possibile pensare che persone intelligenti come Bechis lo credano davvero. È più sensato ritenere che sia lui, sia gli altri pensatori berlusconiani, perseguano uno scopo eminentemente politico: quello di scaricare sulla moneta unica europea tutte le colpe della crisi economica italiana e quindi liberare il perverso governo Berlusconi da qualsiasi responsabilità. Dire che il baratro in Italia si è spalancato per colpa dell’Euro significa attaccare direttamente la sinistra, nei nomi di Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi (che oggi infatti “Libero” accusa di aver raccontato “euro balle”) e rendere immune i veri artefici del disastro: Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Ma è certo difficile, per una persona intelligente e che conosce un po’ di economia, credere alle loro panzane.

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