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Evasione fiscale. Il Governo vuol fare sul serio, nel Paese degli impuniti

 

Monti scende in campo al fianco di Attilio Befera e contro le vergognose difese “politiche” degli evasori di Cortina. Ora il ministero ha i software necessari per scovare i lestofanti che ogni anno non pagano 200 miliardi di imposte

ROMA – Ieri il presidente del consiglio Mario Monti, a Reggio Emilia si è sentito in dovere di intervenire in aiuto della Guardia di finanza e del personale dell’Agenzia delle entrate e di “Equitalia”, in primis il suo responsabile Attilio Befera dai delinquenziali attacchi cui sono stati oggetto da parte dei soliti esponenti del Pdl, storici difensori degli evasori fiscali e degli esportatori di capitali clandestini, già scudati (cioè protetti) dall’ex ministro economico Giulio Tremonti.

Secondo gli intenti del premier, quella di Cortina D’Ampezzo è stata solo l’introduzione della battaglia campale che l’attuale Esecutivo vuole condurre contro l’evasione fiscale, una delle più estese e tenaci dell’Unione europea e dell’Eurozona in particolare, sopravanzata soltanto dalla Grecia.

I nuovo redditometro e la Mega banca-dati

Gli strumenti informatici oramai ci sono ed uno di essi è il “ ReddiTest”, pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate (http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/comunicaredati/redditest/sw+compilazione+redditest). Si tratta di un programma in cui bisogna indicare la proprietà di immobili, le spese sostenute nell’anno (intermediazioni mobiliari, mutui, ristrutturazioni, apparecchiature elettroniche, energia elettrica, telefonia), i mezzi di trasporto utilizzati, le spese per assicurazioni, istruzione, tempo libero (vacanze, palestre, abbonamenti pay-tv), le altre spese (gioielli, oggetti d’arte e antiquariato, spese mediche), gli investimenti e i disinvestimenti. Tutto ciò aiuterà nella fase sperimentale avviata dal ministero prima che il nuovo redditometro diventi un normale strumento di operatività. Nelle intenzioni del governo, infatti, proprio il redditometro dovrebbe fornire le indicazioni operative per stanare gli evasori. Da sempre questo strumento è risultato il più efficace a condizione che esso serva come elemento presuntivo per svolgere i successivi accertamenti. Chi ha avuto dai genitori una villa in regalo ma non ha un reddito congruo non avrà, quindi, nulla da temere dal redditometro, perché potrà dimostrare l’avvenuta donazione e il pagamento delle imposte susseguenti.

L’altro strumento, che sarà operativo entro due settimane, è la Mega banca-dati, un software che consentirà all’Agenzia delle entrate di monitorare tutti i conti correnti esistenti nelle banche. Il controllo sarà 24 ore su 24, nel senso che il software attiverà una procedura di allarme ogni qualvolta un soggetto compia un’operazione non congrua con la propria linea reddituale (ad esempio, un versamento di 500 mila euro quando si ha il reddito di un impiegato statale). Ma, anche in questo caso, la persona onesta non dovrà temere nulla. Se il versamento è frutto della vendita di un bene di famiglia (un terreno, una casa, azioni o obbligazioni, ecc.) o di una donazione, sarà sufficiente mostrare l’atto in sede di controllo dell’Agenzia delle entrate. Per comprendere qualcosa di più su questi strumenti che tante preoccupazioni stanno destando fra gli italiani, sarà sufficiente ricordare che in America essi esistono da più di un secolo.

Le supposte violazioni della privacy

Si è parlato di “ violazione della privacy”, di “Grande Fratello”, di “Echelon” ma bisognerà, una volta per tutte, comprendersi su questi punti, cominciando con il considerare che la grande criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndrangheta, mafia russa e cinese, yakuza giapponese), quando deve operare investimenti all’estero, sceglie quei Paesi dove esiste un grado più alto di “privacy” che si riflette sul segreto bancario. La “privacy”, di per sé, può essere il più grande alleato della criminalità economica, quando è concepita come una cortina di ferro che non consente indagini bancarie e accertamenti sugli stili di vita. Sarà quindi necessario precisare che questo spauracchio,  agitato dalla destra berlusconiana, è un oggettivo e fondamentale sostegno non soltanto all’evasione fiscale ma anche alla criminalità grande e piccola.

Le limitazioni al denaro contante

Ma oltre ai software e alle indagini sui conti correnti bancari, l’altro grande strumento contro l’evasione è il divieto di utilizzare il contante oltre una determinata soglia, abbassata dall’attuale governo a mille euro, anche se sarebbe meglio riportarlo a cento euro, come aveva fatto il governo Prodi. Forse non tutti hanno compreso l’importanza strategica della limitazione delle transazioni in contanti per un’economia che vuole essere sana. Facendo tutti i pagamenti con strumenti tracciabili (assegni, carte di credito, pos), si impedisce ai commercianti di evadere le tasse perché sono costretti a contestualizzare la transazione con l’emissione di uno scontrino o di una fattura.

Ma anche in questo caso, non sono mancate le critiche strumentali, come quella che dice che in questo modo si fa un grandissimo regalo alle banche, proprietarie degli strumenti di pagamento tracciabili. Si tratta, come nel caso della “privacy”, di aiuti oggettivi alla criminalità organizzata e ai suoi traffici illeciti che, come sanno tutti, non conoscono assegni o carte di credito.

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