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Raiuno. “La figlia del capitano”: classico “ è ” popolare. Recensione

ROMA – La prima parte della miniserie “La Figlia del Capitano”, con protagonisti Primo Reggiani e Vanessa Hessler  e la partecipazione straordinaria di Edwige Fenech, ha vinto la serata Auditel di lunedì 9 gennaio 2012 con una media di 5.656.000 telespettatori e uno share del 19,98%.

“La figlia del capitano” è un romanzo storico dello scrittore russo Aleksàndr Sergéevič Puškin, pubblicato nel 1836  e più volte riprodotto sul piccolo e sul grande schermo. Trasposizioni frequenti che, come è accaduto ad altri grandi classici – basti citare Notre dame de Paris di Victor Hugo  – testimoniano che spessore e profondità sono popolari. Evidenziano che la TV propina spazzatura quando gli addetti ai lavori non sono all’altezza.
Questo il soggetto di Puskin: Piotr (Primo Reggiani), è un figlio unico, ribelle e viziatissimo, di un ex generale della Guardia imperiale che il  padre spedisce per punizione presso la fortezza di Orenburg, per avviarlo alla carriera militare. Lì incontra la bella e coraggiosa Mascia (Vanessa Hessler), figlia del capitano della guarnigione.  I due si  innamorano, ma a Piotr, che è nobile,  non è concesso sposare una ragazza di bassi natali. Intanto la rivolta dei cosacchi di Emil Pugacev,  plebeo che si spaccia per il defunto zar Pietro III, sta sconvolgendo l’intera Russia. Cosa accade ai due innamorati? Cosa  a Piotr che appare pericolosamente vicino a Pugacev?
Ci sono in questo romanzo  gli ingredienti che raccontano la storia universale: le barriere dell’amore contrastato e le barriere di classe. Gli sconvolgimenti  che ci obbligano a cambiare dall’interno e a cambiare le nostre istituzioni, anche quando,  nel breve periodo, sono traguardi destinati a fallire. Il racconto messo in scena da Giacomo Campiotti ha una buona ricostruzione storica e una trama equilibrata tra vicende private e pubbliche della Russia di fine Settecento. Il successo dimostra che i classici piacciono: uno dei loro pregi è la semplicità e la sintesi.
Bravi gli attori protagonisti, suggestiva la scenografia, sorprendentemente giovane e bella Edvige Fenech, classe 1948,  nei panni di una Caterina II  sessualmente golosa.

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