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Esame balistico. Il ministro Terzi domani in India

KOCHI – Il ministro della Difesa A.K. Antony ha detto ieri che i due marò italiani «devono essere processati in base alle leggi indiane» e che «la giustizia indiana è indipendente”, in una intervista ai giornalisti locali a Trivandrum,  capoluogo dello stato meridionale del Kerala. Antony ha spiegato che l’inchiesta «sta andando nella giusta direzione» e che il governo centrale appoggia pienamente quello locale del Kerala.

L’Alta Corte ha prorogato di 24 ore il divieto, per la petroliera “Enrica Lexie”, ancorata a poche decine di metri dal pontile di un terminale petrolifero in disuso,   di lasciare il porto di Kochi. Lo riferisce Ibn Live India.  L’avvocato Yah Thomas,  che rappresenta due sorelle di Ajesh Binki, di 25 anni, nell’ambito di una causa per risarcimento intentata contro l’armatore italiano. ‘’E’ il primo caso di questo genere che avviene in Kerala – ha spiegato il legale – e c’è stata qualche confusione procedurale. Nel frattempo il giudice ha deciso che la nave non può partire prima di domani’’ .

 

La nave dovra’ quindi rimanere obbligatoriamente ancorata fino a domani sera. Intanto,  è durata otto ore la prima perquisizione a bordo effettuata dallo Special Investigation team, guidato dal commissario Ajit Kumar della polizia di Kochi e al quale sono stati aggregati anche due esperti italiani: i maggiori Luca Flebus e Luca Fratini, del nucleo balistico del Cis Carabinieri. Gli italiani sono parte della delegazione di dieci nostri connazionali, guidata dal console generale a Mumbai, Giampaolo Cutillo.. Sta indagando anche la Procura di Roma,  che ha cambiato in omicidio volontario l’intestazione del fascicolo. Il team speciale investigativo della polizia del Kerala ha dunque consegnato al tribunale di Kollam le quattro scatole di armi sequestrate durante l’ispezione della nave italiana: si tratta di 2 mitragliatrici, 6 fucili, 18 pistole, oltre a 6 giubbotti anti-proiettile. Le armi verranno inviate al laboratorio forense di Thiruvananthapuram, come spiegato dal capo del team investigativo, Ajit Kumar.  Secondo fonti  accreditate, i due maro’ avrebbero sparato 24 proiettili contro il peschereccio Saint Anthony: un conteggio calcolato in base al numero delle pallottole rimaste in due mitragliatrici sequestrate. Una di esse ne aveva 22, l’altra 18; visto che ogni caricatore puo’ contenerne al massimo 32, il team investigativo ne avrebbe dedotto che, in totale, sono stati esplosi 24 colpi.

 

Sui media indiani circola l`indiscrezione secondo cui le ogive recuperate sui corpi dei pescatori morti sono quelle in dotazione alle armi Nato.  Tra l’India e la Somalia, oltre alla Nato, ci sono unità navali russe, cinesi, iraniane, sudcoreane e indiane. Secondo  la guardia costiera indiana, quel giorno ben quattro imbarcazioni in movimento erano compatibili con il racconto dell’equipaggio del peschereccio: la “Enrica Lexie”, la gemella “Kamome Victoria“, la nave cisterna italiana “Giovanni” e la “Ocean Breeze” che imbarcava guardie private. Proprio quest’ultimo vascello, è riuscito a respingere una ventina di assalitori armati riportando l’incidente all’Icc-Css, il Dipartimento crimini commerciali della Camera di commercio internazionale con sede a Londra. Secondo quanto riportato nell’art. 33 della Convenzione di Montego Bay,  il diritto dell’India di esercitare la propria giurisdizione sarebbe di fatto o assente o ridotto alla prevenzione di “violazione delle proprie leggi di polizia doganale, fiscale, sanitaria o di immigrazione”  e non anche dell’omicidio. 
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, attraverso i cancelli, ieri hanno gridato alla stampa che «stanno bene». Sono nel compound della polizia, una palazzina bianca circondata da ville e palazzi nell`isola di Willingdom, vicino Kochi. Una quarantina di militari con il mitra imbracciato e agenti sorvegliano gli ingressi. Fonti hanno detto che i diplomatici italiani stanno cercando la liberazione dei due marinai sulla base di garanzie che essi torneranno in India ogni volta chiesto, e hanno  anche confermato la visita del ministro Terzi il 28 febbraio, ma l’ hanno descritta come “pianificata in precedenza”.
 A bordo della petroliera dei Fratelli D’Amato rimangono quattro marò.

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