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Gerusalemme Est. In arrivo nuova colonia Israele

GERUSALEMME  – Il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, ha comunicato ieri a tre consiglieri comunali la sua intenzione di dare il via alla costruzione di case per coloni israelinani tra i sobborghi palestinesi di Abu Dis e Jabal Mukaber, nella zona araba,  occupata militarmente nel 1967. Spaccherà in due Gerusalemme Est, in una zona a ridosso di cui era previsto il Parlamento palestinese, e che non è mai entrato in fuzione.  

Lo rivelano fonti dell’informazione israeliane, tra cui il sito web di Yedioth Ahronoth.  I fondi verranno stanziati subito dopo l’approvazione del progetto da parte della commissione finanze della Knesset, il parlamento israeliano, ma con lo zampino del miliardiario australiano Irving Moskowitz, storico finanziatore del movimento dei coloni “Ataret Cohanim”.  Il nuovo insediamento,  dal nome Giva’at HaMatos, sarà composto da 4mila unità abitative. La prima fase, con la costruzione di 2.610 abitazioni, è stata approvata dal Comitato per la pianificazione edilizia,  prima della festività ebraica appena trascorsa.  Il prossimo 8 dicembre il comitato incontrerà i funzionari del ministero per gli insediamenti, per discutere l’approvazione delle altre due fasi. Il completamento di questo piano comporta la chiusura finale della città da est e da ovest, in quanto è prevista l’unione della nuova colonia con quella di Gilo.

Nel frattempo, l’Alta Corte di Giustizia ha respinto l’appello dei discendenti dell’ex Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, di rientrare in possesso delle loro terre divenute proprietà di Moskowitz. Si tratta dei terreni che ospitano lo Shepherd Hotel, un albergo non in uso da molti anni che l’anno scorso la cosiddetta «Custodia delle proprietà degli assenti» (l’Ente israeliano che dopo il 1948 ha amministrato le proprietà palestinesi confiscate) ha venduto a Moskowitz.  Anche lo Shepherd Hotel verrà trasformato in una colonia israeliana. Intanto, lo scorso 23 marzo, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNCHR) ha votato a favore di una missione di inchiesta sulle colonie israeliane. La missione sarà la prima indagine internazionale sull’impatto che le colonie in Cisgiordania, Gerusalemme e Golan hanno sui diritti dei palestinesi. La risoluzione è stata adottata con 36 voti a favore e 10 astensioni. Mentre Spagna e Italia si sono astenuti, gli Stati Uniti sono stati gli unici a votare contro.

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