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“Presi nella rete. La mente ai tempi del web”: inquietante analisi sull “homo digitalis”. Recensione

ROMA – “Internet rende stupidi? Questa domanda non è priva di senso, se nel 2010 un intero libro è stato dedicato al tentativo di darle una riposta (…) Tuttavia, anche chi considera esagerata questo tipo di preoccupazione è d’accordo sul fatto che il web ha modificato radicalmente il nostro modo di pensare e comportarci”.

Così scrive Raffaele Simone iniziando “Presi nella rete”,  un saggio interessante e inquietante sul rapporto tra l’essere umano e il web, invenzione che – al pari di quelle di Leonardo – sta rivoluzionando la vita del pianeta. L’autore parte descrivendo il mondo, come quotidianamente lo vediamo, affascinandoci e facendoci riflettere sui condizionamenti enormi che la rete, intesa anche come trappola, provoca nella nostra esistenza.  La posta elettronica, la comunicazione virtuale, ci rendono ad esempio più facile la menzogna: sensazione che hanno sperimentato tutti coloro che amano fare amicizia “chattando”,  dove le forme di interazione fasulla si mescolano a quelle reali, riducendoci ad Avatar di una “seconda vita”.
 
Telefonini,  computer, iPad,  iPod, i media che ci circondano – che Simone chiama mediasfera – modificano profondamente le nostre abitudini, tanto quelle del corpo che quelle della mente, inducendoci in maniera maniacale a restare connessi, come avvinti da un cordone ombelicale. Nei fatti siamo “Presi nella rete”: la tecnologia digitale induce cioè  i nostri bisogni e non viceversa, i media non sono estensione dell’uomo ma è l’uomo estensione dei media. “Presi nella rete. La mente ai tempi del web” analizza  la rivoluzione silenziosa che la mediasfera produce, anche attraverso gli organi dei sensi, chiama in appello l’esibizionismo dei social network, la costituzione di forme di vita fasulle e la spersonalizzazione dell’individuo. Tutti elementi propri dell’era informatica uniti al  sorgere di inedite forme di intelligenza,  il mutare del nostro modo di leggere, di scrivere, di raccontare, il mutare del concetto stesso di autore, insomma il nostro nuovo modo di stare al mondo e di rapportarci con esso.
 
Raffaele De Simone parla di “esattamento” umano (dicesi esattamento  il caso in cui    una struttura, nata per una data funzione adattiva, si rivela utile anche per una nuova funzione)  alla situazione digitale come deformazione di una nostra ancestrale essenza che potrebbe perdere parti valide. Impossibile non convenire con lui sul fatto che la lettura non è più quella di una volta, che l’approssimazione e la superficialità possono prendere il sopravvento sulla riflessione. Che persino i movimenti di piazza, regolati telematicamente, come quelli degli Indignados, hanno la debolezza intrinseca della volatilità, che il movimentismo digitale può ridurre sino a estinguerla la discussione interna. Ma a prescindere dalla tesi che possiamo sposare  sull’avvento della nuova condizione “Presi nella rete” è un libro di rara importanza perché ci aiuta a capire la nostra epoca e ad affinare le nostre difese. Raffaele Simone, linguista di reputazione internazionale,  è autore di saggi  che hanno avuto vastissima eco nel mondo.
 
 
Scheda tecnica
Titolo: Presi nella rete. La mente ai tempi del web
Autore: Raffaele Simone
Editore: Garzanti
Pagine: 200
Anno di pubblicazione: 2012 
Prezzo copertina: 17,00 €

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