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L’estrema destra di Marine Le Pen fa il pieno

 

PARIGI – Francois Hollande e il Partito Socialista raccolgono il maggior numero di preferenze nel primo turno delle elezioni presidenziali francesi. La destra del Presidente uscente Nicolas Sarkozy crolla nei consensi e subisce una netta sconfitta.
Una vittoria dei socialista, e dunque un sorpasso sull’UMP, che va ben oltre i numeri. Infatti la distanza in percentuale tra il 28,63% di Hollande e il 27,08% di Sarkozy( questi i dati quando mancano ancora i voti dei residenti all’estero  ha un valore simbolico molto più rilevante: rovescia un rapporto di forza che rischiava di consolidarsi sempre più nel tempo e riporta la sinistra francese prepotentemente al centro del palcoscenico politico.

Lo smacco per Sarkò, che adesso deve rincorrere, è stato senza dubbio grande, anche se le voci che provengono dall’UMP predicano fiducia nell’esito del ballottaggio. Di certo, alla luce dei risultati di questo primo turno, saranno due settimane intense, le prossime. Infatti, oltre i risultati dei due protagonisti, altri destano sorpresa e preoccupazione. In particolare l’affermazione dell’estrema destra di Marine Le Pen, che con un 18,09% delle preferenze si colloca al terzo posto tra i candidati all’Eliseo ma  non supera  l’exploit del padre Jean-Marie nel 2002, che gli valse il ballottaggio contro Chirac come in un primo momento era apparso secondo le proiezioni che l’accreditavano al 20%.. Un dato che preoccupa, sia dal punto di vista percentuale, sia dal punto di vista del numero assoluto dei voti, considerate le dimensioni dell’elettorato francese e l’affluenza alle urne che ha superato l’80%.

Un rigurgito di nazionalismo e xenofobia su cui la società francese non può non interrogarsi. Dietro la Le Pen, c’è l’11,13% del Front du Gauche di Jean-Luc Mélenchon, che già alle prime proiezioni, preoccupato dal dato complessivo delle destre, non ha fatto mancare il suo appoggio a Hollande per il ballottaggio. La verde Eva Joly non va oltre il 2,28 e dovrebbe assicurare i suoi cvoti ad Holland. I primi sondaggi per il ballottaggio danno Holland al 54% .Possibile ago della bilancia, come già nel passato anche se ha pressoché dimezzato i propri voti, è il centrista Francois Bayrou con il 9,11% per il quale in Italia faceva il tifo Casini, leader dell’Udc..

Eh già, perché da adesso parte un’altra fase della corsa all’Eliseo, fatta di calcoli percentuali, di aperture di credito, di persuasione degli elettori dei candidati non ammessi al ballottaggio e considerati di area, di intese più o meno larghe. Se la destra complessivamente contrae i suoi consensi, è pur vero che la sua ala estrema li incrementa: un elettorato questo, però, sempre poco incline ad appoggiare altri candidati al ballottaggio e più propenso all’astensionismo. La sinistra, d’altro canto, cresce nei voti e appare più compatta sul sostegno ad Hollande.

 

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